Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana: raccolta e sintesi preliminare di dati more

published in I. Baldini Lippolis, A.L. Morelli (eds.), Oggetti-simbolo. Produzione, uso e significato nel mondo antico, Bologna 2011, pp. 155-171

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Oggetti-simbolo: produzione, uso e significato nel mondo antico a cura di Isabella Baldini Lippolis, Anna Lina Morelli ESTRATTO Ornamenta 3 Con il contributo di © 2011 Ante Quem soc. coop. Ante Quem soc. coop. Via San Petronio Vecchio 6, 40125 Bologna - tel. e fax +39 051 4211109 www.antequem.it redazione e impaginazione: Enrico Gallì, Cristina Servadei ISBN 978-88-7849-056-7 Finito di stampare nel mese di maggio 2011 da Officine Grafiche Litosei, Rastignano (Bo) Impianti: Color Dimension, Villanova di Castenaso (Bo) INDICE Isabella Baldini Lippolis, Anna Lina Morelli Introduzione Lorenza Ilia Manfredi Le monete puniche e neopuniche riutilizzate nei contesti tombali di Ibiza Simona Russo Gioielli e papiri Daniela Rigato Tra pietas e magia: gemme e preziosi offerti alle divinità Cinzia Cavallari, Caterina Cornelio Cassai Gemme e preziosi di età romana da Bononia: i contesti archeologici degli scavi della nuova Stazione Irene Somà Aurea mediocritas: le immagini delle Augustae in metalli nobili tra autorappresentazione e omaggio al potere Anna Lina Morelli La patera di Rennes: analisi numismatica Luigi M. Caliò La patera di Rennes. Uno studio iconologico Adelmo Garuti, Gian Lorenzo Calzoni Una copia della patera di Rennes 7 9 29 41 57 89 105 129 151 3 Erica Filippini Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana: raccolta e sintesi preliminare di dati Claudia Perassi L’anello da Amiens. Un caso di studio della gioielleria monetale romana Beatrice Girotti I ritratti di Zenobia nella Historia Augusta tra simbologia e inventio Isabella Baldini, Joan Pinar Gil Spilloni con pendenti da contesti funerari della Romagna: una prima riflessione Veronica Zanasi Anelli nuziali tardoantichi: uso e significato Dieter Quast Symbolic Treasures in Barbarian Burials (3rd-7th century AD) Paolo de Vingo Objets de tradition et objets de la transition dans les pratiques de la classe aristocratique lombarde masculine sur le territoire piémontais Manuela Catarsi Elementi di cinture ageminate dalle necropoli longobarde dell’Emilia occidentale Appendice: Le analisi chimiche di Paolo Zannini Federica Pannuti Lamine auree bizantine dalla Calabria Daniela Ferro Perizia Tecnica e Sapere Scientifico nel gioiello antico 155 173 195 211 229 253 269 315 337 353 4 Indice Carla Martini, Gian Luca Garagnani Archeometallurgia: metodi di indagine, casi di studio e raccolta dati per il database JiC Anna Maria Capoferro Cencetti I camei in lava del Vesuvio: storia e mito, arcano e realtà Paola Porta Ancora sull’arte anglosassone: il calice di Tassilone Alessandro Pacini, Marco Casagrande Tecniche di ricostruzione del crescente lunare in oro del Fayum (I secolo d.C.) Maria Teresa Guaitoli, Franco Marzatico I monili “in Mostra”: l’eloquenza degli ornamenti nella comunicazione museale Cap. Carmelo Manola Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale 369 375 421 437 455 467 5 RITRATTI DI AUGUSTAE NELLA GIOIELLERIA MONETALE DI ETÀ ROMANA: RACCOLTA E SINTESI PRELIMINARE DI DATI* Erica Filippini ABSTRACT: Even though they entail different specific functions and meanings, works of coin jewellery also manifest an ideological value that is closely linked with the celebration of the imperial institution derived from the fact that men and women from the domus Augusta are portrayed on these coins. From this point of view, considering the timeline spanning from the early to mid Imperial Age, this paper aims to showcase the presence of female portraits on coins which were reused for the creation of jewels used for personal adornment. KEYWORDS: Coin jewellery, Imperial ideology, Augustae. Affermatosi tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, lo studio della pratica del reimpiego di monete nella produzione di oggetti di oreficeria antica continua tuttora a riscontrare, nell’ambito della ricerca numismatica, un rinnovo di interesse legato ad aspetti di indagine diversi: da una parte, l’analisi delle forme, delle funzioni e delle accezioni simboliche derivate dal processo di trasformazione della moneta in gioiello e l’esame delle tecniche di lavorazione e dei motivi decorativi dei manufatti; dall’altra, lo studio di rinvenimenti specifici e la definizione di quadri di distribuzione cronologica e geografica dei ritrovamenti1. * 1 Desidero esprimere un ringraziamento oltremodo sincero alla prof.ssa Anna Lina Morelli per avermi introdotto allo studio della gioielleria monetale e per avermi seguita durante le fasi di lavoro con disponibilità costante e con suggerimenti preziosi. Desidero inoltre rinnovare la mia gratitudine alla stessa prof.ssa Morelli e alla prof.ssa Isabella Baldini Lippolis per avermi concesso l’occasione di presentare questo contributo. Circoscrivendo l’attenzione alla produzione di età romana, si segnalano, fin da ora, per l’oreficeria monetale in generale e in particolare per le tipologie di reimpiego, le funzioni e le valenze assunte dalla moneta-gioiello: METZGER 1980; PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, in part. pp. 88-95; BRUHN 1993; SERAFIN PETRILLO 1993; PERA 1998; FACSÁDY 1999-2000; MORELLI 2009a. Per l’analisi specifica della tecnica di lavora155 Erica Filippini Attestata, secondo la datazione dei materiali rinvenuti fino ad ora, già a partire dalla fine del I o forse dall’inizio del II secolo d.C.2, in contesti geografici di area sia occidentale sia orientale, la produzione di gioielli monetali di ambito romano consente di individuare valenze specifiche, connesse a modi e processi diversi di rifunzionalizzazione della moneta stessa. Strumento primario di transazione economica, la moneta, sottratta alla circolazione, assume funzioni differenti. Utilizzata come elemento di decorazione nella fabbricazione di oggetti di ornamento personale (sia femminile sia maschile), essa manifesta significati molteplici e specifici, connessi, di volta in volta e più o meno esplicitamente, a scelte e ad ostentazioni di mode generali o gusti personali, all’espressione di interessi di tipo collezionistico e di carattere antiquario3, all’uso in funzione talismanica o apotropaica4, alla ricerca di zione a traforo (opus interrasile) e dei motivi decorativi ad essa pertinenti: YEROULANOU 1999. Tra gli studi condotti secondo criteri di distribuzione geografica dei rinvenimenti: BRENOT, METZGER 1992; PERASSI 2004. La cronologia certa o presunta delle prime attestazioni di gioielli monetali di età romana attualmente note, derivata dal dato temporale fornito dalla moneta stessa (datazione dell’emissione come terminus post quem) e da considerazioni relative alle tecniche di lavorazione del manufatto nonché da eventuali e ulteriori elementi del contesto archeologico di rinvenimento, sembrerebbe essere confermata da un frammento di Sesto Pomponio, autore giuridico del II secolo d.C. attivo nel periodo compreso tra Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio, raccolto nel Digesto giustinianeo e relativo al legato di usufrutto delle monete antiche in oro o in argento, che sarebbero state impiegate abitualmente a modo e in sostituzione di pietre preziose (Dig., VII, 1, 28: nomismatum aureorum vel argenteorum veterum, quibus pro gemmis uti solent, usus fructus legari potest). Il frammento, parte del quinto dei libri ad Sabinum (commentario di Pomponio ai libri tres iuris civilis del giurista di età giulio-claudia Masurio Sabino), sembrerebbe dunque attestare, quantomeno già nel II secolo d.C., la consuetudine di utilizzare come elemento decorativo (pro gemmis) monete veteres, ovvero fuori corso ed estranee alla circolazione ormai da tempo. Cfr. PERASSI 2004, p. 914, con nota n. 88, dove l’autrice sottolinea «la complessità giuridica dell’argomento», proponendosi uno studio successivo e specifico dello stesso. PERA 1998. Cfr. PERA 1993, dove l’autrice propone l’individuazione di una funzione profilattica in monete indossate come oggetti di ornamento personale, talvolta reimpiegate tramite la semplice applicazione di un foro passante, connotate da formule iconografiche ed epigrafiche particolarmente significative (pp. 356-357) e caratterizzate da valenze simboliche derivate da alcune proprietà fisiche e intrinseche della moneta stessa (pp. 348-349): da un lato, la forma circolare, genericamente connessa all’accezione protettiva insita in ogni oggetto rotondo, e dall’altro, la composizione metallica, con riferimento particolare all’oro e alle caratteristiche materiali che sembrerebbero renderlo adatto alla fabbricazione di oggetti con valore protettivo (GUAITOLI 1997, p. 23, con rimando specifico a Plin., Nat. Hist., XXXIII, 19, 59, secondo cui: […] rerum uni [scil. auro] nihil igne deperit, tuto etiam in incendiis rogisque). 2 3 4 156 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana forme alternative di tesaurizzazione di beni di valore, alla manifestazione di segni di appartenenza e di prestigio sociale o alla dimostrazione di adesione e consenso nei confronti dell’autorità imperiale (titolare dell’emissione monetale). Date queste premesse, pur manifestando accezioni peculiari, connesse a modalità diverse di ridefinizione funzionale, la moneta, utilizzata come elemento decorativo in numerosi prodotti di oreficeria, mantiene una valenza simbolica evocativa, legata alla celebrazione del potere costituito, attraverso la rappresentazione di personaggi maschili e femminili della domus imperiale. In questo senso, i busti o le immagini a figura intera di imperatori, cesari e Augustae, raffigurati singolarmente o in associazione gli uni con gli altri, compaiono al dritto e talvolta al rovescio di emissioni connotate da un carattere fortemente allusivo, funzionale alla definizione dell’aspetto dinastico espresso dalla costruzione ideologica di età imperiale. Secondo questi presupposti e inserendosi nello svolgimento di un argomento di ricerca già intrapeso da chi scrive5, il presente contributo si propone, dunque, di individuare le occorrenze dei ritratti dei personaggi femminili della famiglia imperiale raffigurati al dritto o al rovescio di monete di coniazione regolare, reimpiegate e trasformate in gioiello, esaminando un insieme-campione di materiali significativo dal punto di vista quantitativo, ripartito geograficamente, secondo le località di rinvenimento o di presunta provenienza dei documenti, tra territori di area occidentale e orientale. Considerando l’ambito cronologico compreso tra la prima e la media età imperiale (assumendo come termine la fine del III secolo d.C.), i dati derivati dal confronto della documentazione raccolta e censita da studi specifici, editi con discontinuità a partire dalla metà degli anni Settanta del secolo scorso e condotti secondo criteri di analisi spesso differenti, hanno consentito di delineare un prospetto di sintesi individuato da oltre duecentocinquanta attestazioni di monete sottratte alla circolazione e reimpiegate nella fabbricazione di oggetti preziosi utilizzati come elementi di ornamento personale6. 5 L’argomento di ricerca, riguardante lo studio del ruolo femminile nell’ambito dell’ideologia imperiale attraverso la documentazione numismatica, è stato finora svolto da chi scrive con attenzione specifica alla figura di Giulia Domna. A questo proposito, cfr. FILIPPINI 2010, contributo edito nel secondo volume di questa stessa collana, con riferimento particolare al riconoscimento della funzione dinastica attribuita al personaggio, indagata tramite l’analisi delle tipologie monetali delle emissioni in oro. 157 Erica Filippini Rivolgendo un’attenzione specifica alle occorrenze del ritratto femminile, la documentazione esaminata registra trenta attestazioni riguardanti la selezione di monete, emesse tra l’inizio del II e la metà del III secolo d.C. (da Marciana a Cornelia Salonina), inserite in manufatti di oreficeria e impiegate come pendenti e fermagli di collana, montati singolarmente o in composizioni di numero variabile, o utilizzate come elemento decorativo di spille e bracciali (Tabella)7. 6 7 A questo proposito, l’assenza di repertori e raccolte complessive dei manufatti di oreficeria antica (non solo monetale), dovuta alla concomitanza di fattori diversi, dalla mancata segnalazione dei rinvenimenti e dalla dispersione dei materiali tra collezioni pubbliche e collezioni private (di identità e di localizzazione spesso sconosciute) alla diversità tipologica della documentazione stessa, ha comportato la selezione e la comparazione dei dati derivati dalla consultazione di studi di impostazione diversa: VERMEULE 1975, raccolta esemplificativa e non esaustiva di monete forse già oggetto di collezionismo nell’antichità, di medaglioni, di bratteati e di manufatti di oreficeria monetale antica con funzione diversa (vasellame d’apparato, oggetti di ornamento di tipo differente, ecc.), prodotti tra l’età ellenitistica e il periodo romano tardo-imperiale; BRENOT, METZGER 1992, censimento volto a definire la carta distribuitiva dei rinvenimenti di monete in oro, trasformate in gioiello, pertinenti alle regioni occidentali dell’impero (con aggiunta dei territori di Norico, Pannonia, Mesia e Tracia); YEROULANOU 1999, studio tematico riguardante le caratteristiche e la diffusione della tecnica di lavorazione dell’opus interrasile, impiegata nella produzione orafa tra III e VII secolo d.C., con aggiunta di una sezione finale di schede di catalogo contente numerosi gioielli monetali; FACSÁDY 19992000, inventario di monete, emesse tra inizio I e fine IV-inizio V secolo d.C. (da Nerone ad Onorio), montate in pendenti e fermagli di collana o in spille provenienti da regioni sia occidentali sia orientali; PERASSI 2004, censimento e studio delle attestazioni di pendenti monetali provenienti dai territori delle province romane prospicienti il Mediterraneo sud-orientale; PERASSI 2007, esame dei dati derivati dallo studio di alcuni gioielli monetali, di fabbricazione antica e moderna, raccolti in cataloghi d’asta europei e statunitensi. Limitando l’ambito di ricerca esclusivamente a monete di coniazione regolare, sottratte alla circolazione e trasformate in gioiello tramite la pratica dell’inserimento in cornici o montature di tipo diverso, il prospetto dei materiali qui esaminati esclude le attestazioni sia di gioielli composti da pseudo-monete o bratteati sia di monete forate. D’altra parte, in riferimento alle diverse tipologie di ornamento, lo stesso prospetto rileva l’assenza – dovuta tuttavia ai limiti della documentazione campionata – di alcune serie di oggetti altrimenti riscontrate tra le categorie di gioielli monetali, ovvero anelli e cinture. A questo proposito, per quanto riguarda la categoria degli anelli monetali, come aggiunta al di fuori del censimento, si segnala il rinvenimento di un denario di Sabina montato nel castone di un anello dorato proveniente dal territorio della Svizzera occidentale (cfr. HENKEL 1913, p. 168, n. 1856; da ultimi, C. Perassi in questo stesso volume, e PERASSI c.d.s.). Un probabile frammento di cintura, di provenienza ignota, riconosciuto come pastiche in parte moderno, ottenuto tramite l’unione di due esemplari monetali, un multiplo in oro di Costanzo II e un aureo di Faustina Maggiore divinizzata, entrambi inseriti in cornici circolari, è stato escluso dal censimento, data la collocazione cronologica dell’oggetto (seconda metà IV secolo d.C.) oltre il termine definito da questa indagine (cfr. VERMEULE 1975, p. 28, n. 53; PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, p. 272, n. 258; 158 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana Sul numero totale delle attestazioni, il ritratto femminile, raffigurato generalmente al dritto di monete emesse a nome dell’Augusta stessa, compare in cinque occasioni sul rovescio di monete coniate a nome di altri personaggi, associato all’immagine di uno o più componenti maschili della famiglia imperiale, rappresentato frontalmente tra due ritratti di profilo (Caracalla, Giulia Domna e Geta) o secondo lo schema iconico abituale della coppia di busti accolati (Traiano e Plotina, Settimio Severo e Giulia Domna) o affrontati (Filippo II e Otacilia Severa)8. Complessivamente, il riscontro dei nominali conferma la tendenza pressoché esclusiva al reimpiego di aurei, a cui si aggiungono un quinario in oro e due antoniniani in lega di argento, di cui uno ricoperto da lamina dorata su entrambi i lati9. Le monete, reimpiegate in funzione decorativa, concorrono alla composizione di gioielli indossati come oggetti di ornamento personale. In conformità con i dati derivati dal quadro generale dei ritrovamenti di gioielleria monetale, il materiale censito rileva una prevalenza di attestazioni di monete trasformate in pendenti (ventidue occorrenze su trenta). Racchiusi da cornici di forma e decorazione diverse e sospesi a catene metalliche o a lacci di materiale deperibile, i pendenti monetali sembrerebbero essere destinati ad un uso perlopiù femminile, confermato talvolta dalla presenza – nell’ambito di uno stesso contesto di rinvenimento – di ulteriori accessori di connotazione muliebre10. BRUHN 1993, pp. 43-44, n. 7; YEROULANOU 1999, p. 236, n. 180; FACSÁDY 1999-2000, p. 298, n. 5 [Faustina], p. 315, n. 1 [Constantius II]; PERASSI 2004, pp. 909-910). Vedi infra. Tabella, n. 26 [antoniniano per Otacilia Severa, RIC IV/3, p. 83, n. 125 (c) o 126]. Cfr. LORIOT 1985, pp. 606-607; BRENOT, METZGER 1992, p. 322, n. 13; YEROULANOU 1999, p. 217, n. 76; FACSÁDY 1999-2000, p. 310 (Otacilia Severa). La moneta, raffigurante al dritto il busto di Otacilia Severa su crescente lunare, trasformata in pendente, fu rinvenuta ad Autun (Francia, Saône-et-Loire) nel 1614. Divenuta irreperibile e tuttora nota esclusivamente da un documento manoscritto che ne conserva il disegno, essa fu riconosciuta originariamente come un aureo. Tuttavia, la presenza del crescente lunare, segno distintivo dei doppi nominali, da una parte, e l’assenza di doppi aurei tra le coniazioni di Otacilia Severa, dall’altra, ne suggeriscono l’identificazione con un antoniniano ricoperto da lamine dorate. Come sembrerebbe attestare il contenuto del tesoro di Naix-aux-Forges (Francia, Meuse, 15 febbraio 1809), rinvenuto in una scatola di legno, occultata presumibilmente durante la seconda metà del III secolo d.C., composto da una piccola statua in pietra di Esculapio, da millequattrocentocinquanta monete in argento (denari e antoniniani, dai Severi a Gallieno) e da novantanove monete in bronzo (da Nerone ad Antonino Pio) nonché da numerosi oggetti preziosi, tra cui alcuni manufatti di ornamento personale femminile: cinque aurei trasformati in gioiello (quattro pendenti e un fermaglio), due cammei e cinque tubi distanziatori, pertinenti ad uno 159 8 9 10 Erica Filippini Diversamente, lo stato della documentazione raccolta non consente di definire con precisione (e inequivocabilmente) il genere di fruizione maschile o femminile di altre tipologie di manufatti, pertinenti a categorie di gioielleria monetale attestate sporadicamente, come spille e bracciali11. A questo proposito, tuttavia, sembra opportuno sottolineare come le difficoltà legate all’identificazione dei soggetti fruitori precludano spesso il riconoscimento del significato assunto da ciascun oggetto. D’altra parte, pur comportando valenze specifiche differenti, i gioielli monetali rivelano essenzialmente un contenuto ideologico strettamente connesso all’affermazione del potere imperiale, derivante dall’esibizione del ritratto dell’imperatore o di altri componenti della domus Augusta. Considerando la documentazione oggetto della presente indagine, sul totale di trenta attestazioni, il materiale campionato registra quattrodici occorrenze di monete connotate dalla raffigurazione del busto di personaggi femminili della famiglia imperiale (Marciana, Plotina, Faustina Maggiore, Faustina Minore, Giulia Domna e Otacilia Severa), reimpiegate in funzione decorativa – perlopiù come pendenti – nella realizzazione di oggetti di ornamento (nove collane e un bracciale) composti da più elementi monetali e caratterizzati dall’accostamento di ritratti imperiali sia femminili sia maschili: 11 stesso collier ritrovato insieme ad altre sette collane in oro, decorate con perle, pietre dure e paste vitree (cfr. BRENOT, METZGER 1992, p. 328, n. 35; PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, p. 267; AVISSEAU-BROUSTET 2009, pp. 62-63). Tuttavia, per quanto riguarda il bracciale monetale (tabella, n. 17) pertinente al tesoro di Petrijanec (Croazia, 1805), i dati derivati dal contesto e dal contenuto del rinvenimento (MIRNIK 2008) suggeriscono una specifica attribuzione maschile. Il bracciale, decorato da quattro aurei a nome di Antonino Pio, Lucio Vero, Gordiano III e Giulia Domna, inseriti tra coppie di pelte contrapposte, fu recuperato insieme ad un secondo bracciale, di realizzazione identica (ma con inserimento di monete diverse), e ad altri gioielli, tra cui due pendenti con aurei di Caracalla e cinque phalerae (dischi muniti di tre o quattro anellini per il fissaggio saldati sul retro) con aurei di Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio e Caracalla, oltre a numerose monete coniate tra la prima metà del II e l’inizio del IV secolo d.C. (di Massimiano, la più recente) e ad un multiplo in oro di Caro e Carino emesso in commemorazione della celebrazione dei vota decennalia. Nello specifico, i due bracciali (armillae), decorati da quattro aurei ciascuno, potrebbero essere identificati come dona militaria, dato il peso considerevole di entrambi (complessivamente ca. 203 g.) e data l’associazione con altri oggetti di decorazione militare (le cinque phalerae). Cfr., in particolare, LEPAGE 1971, pp. 21-22; VERMEULE 1975, pp. 25-26, n. 47; BRENOT, METZGER 1992, p. 336, n. 64; BRUHN 1993, pp. 26-29; FACSÁDY 2001, p. 62. 160 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana - Dal territorio egiziano, collana in oro decorata da un bratteato formato da due lamine in oro (con raffigurazione dei busti di Sol e Luna) e da sette pendenti monetali con aurei di Vitellio, Vespasiano (due esemplari), Domiziano, Nerva, Marciana e Faustina Maggiore12. - Da Assuan (?, Egitto), collana in oro decorata da quattro pendenti monetali con aurei di Commodo (poi sostituito da un pendente con aureo di Marco Aurelio), Antonino Pio, Faustina Maggiore divinizzata e Gordiano III13. - Da Memphis (Egitto), collana in oro decorata da cinque pendenti monetali con aurei di Lucio Vero, Giulia Domna e Alessandro Severo (tre esemplari)14 (fig. 1). - Da Aboukir (Egitto), collana in oro decorata da undici pendenti monetali con aurei di Adriano (due esemplari), Antonino Pio (due esemplari), Faustina Maggiore, Faustina Minore, Pertinace, Caracalla, Macrino, Elagabalo e Gordiano III e da un fermaglio di chiusura con aureo di Alessandro Severo15. - Da Lambèse (Algeria, Batna), collana in oro frammentaria. Tra gli elementi di decorazione, recuperato un pendente monetale con aureo di Giulia Domna. La presenza di un elemento distanziatore cilindrico suggerisce l’utilizzo di un secondo pendente, presumibil- 12 13 14 15 Tabella, n. 1 [aureo per Marciana divinizzata, RIC II, p. 299, n. 743] e n. 4 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata, RIC III, p. 70, n. 356]. Cfr. PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, p. 266, n. 227; BRUHN 1993, pp. 36-38, n. 1; PERA 1998, p. 27; FACSÁDY 1999-2000, p. 295 (Marciana), p. 298, n. 6 (Diva Faustina); PERASSI 2004, p. 907 e tab. 2, n. 2. Tabella, n. 5 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata]. Cfr. YEROULANOU 1999, p. 201, n. 3; FACSÁDY 1999-2000, p. 297, n. 1 (Faustina sen.); PERASSI 2004, pp. 906907 e tab. 2, n. 7. Tabella, n. 19 [aureo per Giulia Domna, RIC IV/1, p. 168, n. 562]. Cfr. VERMEULE 1975, pp. 16-18, n. 26; BRUHN 1993, pp. 38-39, n. 2; PERA 1998, p. 28; YEROULANOU 1999, p. 201, n. 2; FACSÁDY 1999-2000, p. 301, n. 1 (Julia Domna); PERASSI 2004, p. 905 e tab. 2, n. 3; MORELLI 2009a, pp. 87-88. L’anello di sospensione del pendente con aureo di Giulia Domna, collocato al centro della composizione, è di fabbricazione moderna. Tabella, n. 6 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata] e n. 11 [aureo per Fastina Minore]. Cfr. VERMEULE 1975, pp. 18-20, n. 29; PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, p. 267, n. 229; PERA 1998, p. 28; YEROULANOU 1999, p. 202, n. 5; FACSÁDY 1999-2000, p. 297, n. 2 (Faustina sen.), p. 298, n. 4 (Faustina iun.); PERASSI 2004, pp. 903-904 e tab. 2, n. 1; MORELLI 2009a, pp. 86-87. 161 Erica Filippini Fig. 1. Collana monetale da Memphis; New York, The Metropolitan Museum of Art, n.coll. 36.9.1 (da YEROULANOU 1999, p. 30, fig. 29) mente anch’esso decorato da una moneta, a completamento della composizione originaria della collana16. - Da Danzé (Francia, Loir-et-Cher), collana in oro. Recuperati un cammeo e tre pendenti monetali con aurei di Vespasiano, Marco Aurelio e Faustina Minore17. - Da Beaurains (Francia, Pas-de-Calais), collana in oro frammentaria. Riconosciuti otto elementi monetali pertinenti con la proposta 16 17 Tabella, n. 18 [aureo per Giulia Domna, RIC IV/1, p. 168, n. 556]. Cfr. BRENOT, METZGER 1992, p. 335, n. 63; YEROULANOU 1999, p. 218, n. 78; SALAMA 2001, p. 340; PERASSI 2004, pp. 898-900 e tab. 2, n. 9. Tabella, n. 13 [aureo per Faustina Minore]. Cfr. BRENOT, METZGER 1992, p. 323, n. 14. 162 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana di ricostruzione suggerita per la composizione originaria dell’oggetto: sette pendenti con aurei di Adriano (due esemplari), Commodo, Caracalla, Giulia Domna, Elagabalo e Postumo e un fermaglio di chiusura con aureo di Faustina Minore. Il ritratto di Giulia Domna, accollato al busto di Settimio Severo, compare sul rovescio dell’aureo emesso a nome di Caracalla, coniato nel 201 d.C.18. - Da Naix-aux-Forges (Francia, Meuse), collana in oro decorata da due cammei (di cui uno con raffigurazione presumibile del busto di Giulia Domna), da quattro pendenti monetali con aurei compresi tra il periodo pre-antonino e l’età severiana (Adriano, Settimio Severo, Caracalla e Geta) e da un fermaglio di chiusura con aureo di Antonino Pio. Entrambi i lati di ciascuna moneta sono contraddistinti dalla rappresentazione di teste o busti imperiali. Il sistema di assemblaggio dei pendenti consente la visibilità completa sia del dritto sia del rovescio di ciascun esemplare monetale. Il ritratto di Plotina, accollato al busto di Traiano, entrambi divinizzati e individuati dalla legenda DIVIS PARENTIBVS, compare al rovescio dell’aureo di Adriano, battuto tra 134 e 138 d.C.19. - Da Petrijanec (Croazia), bracciale in oro decorato da quattro aurei battuti per Antonino Pio, Marco Aurelio, Gordiano III e Giulia Domna, alternati a coppie di pelte contrapposte20 (fig. 2). - Collana in oro, di provenienza ignota, decorata da tre pendenti monetali con aurei di Gordiano III, Otacilia Severa e Probo21. 18 19 20 21 Tabella, n. 10 [aureo per Faustina Minore, RIC III, p. 95, n. 511], n. 16 [aureo per Giulia Domna, RIC IV/1, p. 168, n. 561] e n. 22 [aureo di Caracalla, RIC IV/1, p. 220, n. 52]. Cfr. VERMEULE 1975, pp. 14-16, n. 23; BASTIEN, METZGER 1977, p. 179, n. B 23.3, pp. 179-182, n. B 23.5, p. 182, n. B 23.6; METZGER 1980, pp. 84-86; BRENOT, METZGER 1992, pp. 328-329, n. 36; PERA 1998, p. 29; YEROULANOU 1999, p. 222, n. 108, p. 223, n. 110; FACSÁDY 1999-2000, p. 298, n. 3 (Faustina iun.), p. 301, n. 2 (Julia Domna), p. 302, n. 1 (Caracalla); MORELLI 2009a, pp. 88-89. Tabella, n. 2 [aureo di Adriano, BMCRE III, p. 297]. Cfr. VERMEULE 1975, p. 13, n. 17; METZGER 1980, p. 84; BRENOT, METZGER 1992, p. 328, n. 35; PIRZIO BIROLI STEFANELLI 1992, p. 267, n. 228; PERA 1998, p. 27; YEROULANOU 1999, p. 201, n. 1; FACSÁDY 19992000, p. 296, n. 4 (Hadrian); MORELLI 2009a, p. 89. Vedi anche supra, nota n. 10. Tabella, n. 17 [aureo per Giulia Domna, RIC IV/1, p. 168, n. 560], con confronto dei riferimenti bibliografici già citati nella nota n. 11 (supra). Tabella, n. 27 [aureo per Otacilia Severa, RIC IV/3, p. 83, n. 125 (a)]. Cfr. HACKENS, WINKES 1983, pp. 133-136, n. 36 (scheda redatta da E.S. Spencer); BRUHN 1993, p. 14; YEROULANOU 1999, p. 202, n. 7. 163 Fig. 2. Bracciale monetale dal tesoro di Petrijanec (1805); Vienna, Kunsthistorisches Museum, n. inv. ANSA VIIb 66 (dettaglio da MIRNIK 2008, p. 444, fig. 7) Accanto ad altre quattro occorrenze di monete emesse a nome di personaggi femminili (un esemplare di Sabina22, uno di Faustina Minore23 e due di Lucilla24), montate in fermagli muniti di anelli laterali, utilizzati come elementi di chiusura, e all’attestazione di due aurei di Giulia Domna, reimpiegati nella realizzazione di una coppia di spille di fabbricazione identica, provenienti entrambe dallo stesso contesto di rinvenimento25, il materiale restante documenta dieci ulteriori occorrenze del ritratto femminile dell’Augusta, rappresentato al dritto o al rovescio di monete inserite in pendenti isolati, rinvenuti privi delle catene di sospensione (tre con Faustina Maggiore26, due con Giulia Domna27, uno con Giulia Mamea28, due con Otacilia Severa29, uno per 22 23 24 25 26 27 28 29 Tabella, n. 3 [aureo per Sabina, RIC II, p. 387, n. 397 (a)]. Cfr. BRENOT, METZGER 1992, p. 327, n. 32. Tabella, n. 12 [aureo per Faustina Minore, RIC III, p. 269, n. 681]. Cfr. PERASSI 2007, p. 247 e tab. 2, n. 2. Tabella, n. 14 [aureo per Lucilla], con confronto di BRENOT, METZGER 1992, p. 325, n. 20. Tabella, n. 15 [quinario aureo per Lucilla, RIC III, p. 275, n. 776], con confronto di VERMEULE 1975, p. 11, n. 13; FACSÁDY 1999-2000, p. 299 (Lucilla). Tabella, nn. 20-21 [due aurei per Giulia Domna, RIC IV/1, p. 168, n. 556]. Cfr. GREIFENHAGEN 1970, p. 74, nn. 1-2; YEROULANOU 1999, p. 229, n. 142. Entrambi gli esemplari monetali sono pertinenti ad una stessa serie di aurei: busto di Giulia Domna, al dritto, e tipo di Hilaritas, stante, con palma e cornucopia, al rovescio. Tabella, n. 7 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata, RIC III, p. 73, n. 384], con confronto di YEROULANOU 1999, p. 218, n. 80; FACSÁDY 1999-2000, p. 298, n. 7 (Diva Faustina); PERASSI 2007, tab. 3, n. 6. Tabella, n. 8 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata, RIC III, p. 70, n. 349a], con confronto di PERASSI 2007, tab. 3, n. 5. Tabella n. 9 [aureo per Faustina Maggiore divinizzata, RIC III, p. 71, n. 367], con confronto di PERASSI 2007, tab. 3, n. 7. Tabella, n. 24 [aureo di Caracalla, con raffigurazione al rovescio dei busti accollati di Settimio Severo e Giulia Domna, RIC IV/1, p. 221, n. 59(a)]. Cfr. PERASSI 2007, tab. 3, n. 18. Per l’occorrenza riportata in tabella, n. 23, si veda la nota n. 32 (infra). Tabella, n. 25 [aureo per Giulia Mamea, RIC IV/2, p. 98, n. 342]. Cfr. PERASSI 2007, tab. 3, n. 28. Per l’occorrenza riportata in tabella, n. 26, cfr. la nota n. 9 (supra). Per tabella, n. 28, si veda la nota n. 33 (infra). Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana Erennia Etruscilla30 e un altro per Cornelia Salonina31). Tra questi, risultano oltremodo significativi due ciondoli decorati rispettivamente da un aureo battuto a nome di Settimio Severo e da un antoniniano emesso per Filippo I. Entrambi di provenienza sconosciuta, essi prevedevano l’esibizione del rovescio monetale, raffigurante il ritratto dell’Augusta associato all’immagine di altri personaggi della domus imperiale, come attestano sia la lavorazione della cornice sia il fissaggio dell’anello di sospensione, in asse con il tipo di rovescio: - Pendente isolato decorato dal rovescio di un aureo di Settimio Severo individuato dalla legenda monetale FELICITAS SAECVLI e raffigurante il ritratto frontale di Giulia Domna posto tra i busti affrontati dei figli Caracalla e Geta32. - Pendente isolato decorato dal rovescio di un antoniniano di Filippo I contraddistinto dalla legenda CONCORDIA AVGG e raffigurante il ritratto della moglie Otacilia Severa fronteggiato dal busto del figlio Filippo II (fig. 3)33. Raffigurata su monete reimpiegate in funzione ornamentale, montate talvolta in oggetti di produzione molto posteriore alla data di emissione degli stessi esemplari monetali34, l’ostentazione dell’immagine dell’Augusta, sembrerebbe dunque configurarsi come una manifestazione di consenso verso l’istituzione imperiale, espressa attraverso la celebrazione dell’aspetto dinastico, secondo una connotazione ideologica ormai radicata e consolidata nell’immaginario collettivo. Del resto, le stesse tipologie monetali, utilizzate dall’autorità imperiale come strumento di comunicazione ufficiale, sottolineano il ruolo primario attribuito ai personaggi femminili della domus Augusta nel 30 31 32 33 34 Tabella, n. 29 [aureo per Erennia Etruscilla, RIC IV/3, p. 127, n. 59 (a)]. Cfr. PERASSI 2007, tab. 3, n. 34. Tabella, n. 30 [aureo per Cornelia Salonina, RIC V/1, p. 113, n. 56]. Cfr. BRENOT, METZGER 1992, p. 324, n. 18. Tabella, n. 23 [aureo di Settimio Severo, RIC IV/1, p. 115, n. 181 (c)]. Cfr. PERASSI 2007, p. 253 e tab. 3, n. 17. Tabella, n. 28 [antoniniano di Filippo I, RIC IV/3, p. 73, n. 43 (b)]. Cfr. PERASSI 2007, p. 253 e tab. 3, n. 33. A questo proposito, per quanto riguarda i reimpieghi monetali, sembra opportuno sottolineare come la maggior parte degli esemplari di coniazione pre-severiana (emissioni di I e II secolo d.C.) risulti spesso utilizzata nella realizzazione di gioielli lavorati a traforo tramite la tecnica dell’opus interrasile, attestata nell’ambito di contesti databili con certezza solo a partire dal III secolo d.C. (cfr. YEROULANOU 1999, in part. pp. 193-194). 165 Erica Filippini Fig. 3. Pendente monetale di provenienza ignota; ubicazione attuale sconosciuta (da PERASSI 2007, p. 287, tav. V, fig. 11) processo di trasmissione e legittimazione del potere fin dalla prima età giulio-claudia. Mogli, sorelle, nipoti e prima ancora madri (effettive, adottive o anche solo potenziali) di imperatori e di eredi destinati alla succesione, le Augustae rivestono una funzione intermediaria di assoluta rilevanza, dispensatrice di legittimità, intesa a garantire la stabilità e la continuità dello stesso potere imperiale35. In questo senso, il presente contributo costituisce un censimento preliminare di dati e individua, fin da ora, l’esigenza di un esame ulteriore delle attestazioni raccolte, volto a rilevare il legame specifico tra la valenza ideologica, insita nel gioiello monetale, e le connotazioni peculiari del ruolo pubblico attribuito a ciascuna Augusta raffigurata su monete selezionate per il reimpiego in funzione ornamentale, in rapporto con il contesto di riferimento. TABELLA OCCORRENZE DEL RITRATTO (I-III SECOLO D.C.) FEMMINILE NELLA GIOIELLERIA MONETALE DI ETÀ ROMANA Definizione dei dati sintetizzati dal prospetto: - Nome del personaggio femminile raffigurato su ciascuna moneta - Identificazione del nominale e della cronologia di emissione secondo il repertorio numismatico di riferimento; indicazione del lato su cui compare il ritratto femminile - Tipologia di ciascun oggetto e cronologia di realizzazione del manufatto, derivata dalle caratteristiche tecniche di lavorazione e/o dal contesto di rinvenimento - Indicazione della località di ritrovamento o dell’area geografica di provenienza e del contesto di rinvenimento di ciascun oggetto; indicazione del luogo di conservazione attuale 35 Per gli aspetti legati alla definizione della figura femminile nell’ambito dell’ideologia imperiale, indagati attraverso l’analisi specifica della documentazione numismatica, si rimanda, come a fondamentale e da ultimo, allo studio di MORELLI 2009b (con bibliografia precedente). 166 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana 167 Erica Filippini 168 Ritratti di Augustae nella gioielleria monetale di età romana ABBREVIAZIONI ArchAdr = Archaeologia Adriatica. 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