Il progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza more

Co-authored with: I. Baldini and E. Vecchietti
Published in “Ornamenta” 2. Archeologia e storia tra età romana e
medioevo, Bologna 2010, pp. 7-25.

Indice Anna Una Morelli, Isabella Baldini Lippolis Introduzione 5 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti ii progetto JiC, archivi e rlviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza 7 Daniela Rigato Doni preziosi nelle iscrizioni sacre di eta romana della regio octava 27 Maria Teresa Guaitoli Oreficerie romane del Museo Civico Archeologico di Bologna 43 Francesca Ceneririi Indossare gioielli: il luxus femminile in Emilia Romagna 57 Chiara Guarnieri Ornamenta muliebris: ii corredo della sepoltura in cassa plumbea della stazione di Faenza 65 Erica Filippini Imagines aureae. Le emissioni in oro di Giuiia Domna 79 Maria Grazia Maioli Oggetti di ornamento e materiali in piombo a imitazione degli argenti 97 Gio vanni Assorati Nuovi simboli di ricchezza nelPEmilia Romagna paleocristiana attraverso le fonti letterarie 105 Michelle Beghelli Porpora, oro e pietre preziose nei test! biblici 115 Anna Una Morelli Gioielli monetali tardoantichi: alcuni dati per il territorio dell'Emilia Romagna 139 Renata Curina Corredi dalla necropoli tardoantica di Casteldebole (Bologna) 163 Cinzia Cavallari Oggetti d'ornamento di eta tardoantica e altomedievale del Museo Didattico del Territorio di San Pietro in Campiano (Ravenna): schedatura preliminare di alcuni reperti inediti 195 Joan Pinar Gil Chlamys e cingulum nel tardo V secolo. Tre rinvenimenti daU'Emilia Romagna 229 Paola Porta L'Anello del Reno del Museo Civico Medievale di Bologna 257 Mauro Librenti Material"! dalle necropoli bassomedievali deU'Emilia Romagna 277 Cristina Chiavari, Gian Luca Garagnani, Carla Martini Ricerche di archeometallurgia in Emilia-Romagna: i materiali non ferrosi 289 Anna Maria Capoferro Cencetti Un prodigio d'alchimia: il vetro nei monili del mondo antico 293 Marco Casagrande Lo spillone del tesoro di Domagnano: progettualita ed antico nell'attivita orafa 327 Cinzia Cavallari La collezione di strumenti orafi della famiglia Garuti di Sasso Marconi (Bologna) 339 4 Il progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti Premessa L'analisi del materiale archeologico e I'esame dei contesti e deile associazioni costituisce una prospettiva di studio essenziale per un'ampia categoria di manufatti che spesso e stata considerata unicamente per il valore intrinseco del materiale o secondo criteri soprattutto estetici, con una vaiorizzazione condizionata da una scarsa attenzione metodologica. Per questo motivo lo studio di gio- ielli e ornamenti antichi incontra ancora molti ostacoli, daila fram- mentazione bibliografica alia disomogeneita nella presentazione, alia mancanza di criteri uniformi nella descrizione degli oggetti. Tale situazione si riflette sulie reali possibility di comprensione dei manufatti, che rappresentano, anche per il mondo antico, element! essenziali del linguaggio e della comunicazione sociale e sono caratterizzati da fenomeni complessi, legati alia moda e alia circo- lazione attraverso lunghe distanze, come ai processi di formazione di prodotti localL Questi a loro volta possono essere riprodotti attra- verso una selezione piu o meno consapevole dei significati dei modelli originari, in un perenne movimento di prodotti e di contenu- ti cultural! spesso privo di criteri di definizione univoci. Accostarsi ad aspetti cosi complessi e con tali ramificazioni e praticamente impossible a livello individuate o strettamente locale, come mostra la disparita nello sviluppo degli studi, in Italia spesso coltivati a livello episodico o marginaie, diversamente dalla realta di alcuni gruppi di ricerca mitteleuropei; si deve aggiungere, tuttavia, che questi a loro volta sono a volte limitati nella circolazione dei propri prodotti scientifici dall'uso delle lingue nazionali, a fronte del cre- scente uso deiPinglese come strumento condiviso di comunicazio- ne specialistica. 7 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti In collaborazione con Aredat (Associacio per la Recerca Estudi i Difusio en Antiguitat fardana) di Barcellona1, si e pensato pertanto di unificare interessi scientifici gia avviati a vari livelli in un unico proget- to sistematico, che preveda la realizzazione di una struttura perma- 1 nente di carattere internazionale, per permettere di unire le forze delle diverse equipe e consentendo cosi di stabilire parametri di studio e di divulgazione comuni2. Un interesse centrale nell'indirizzo di ricerca scelto e quelio per il contesto di provenienza degli oggetti, un aspetto particolarmente importante per una categoria di manufatti che e stata, ed e tuttora, particolarmente soggetta a recuperi clandestini e a dispersioni3. Obiettivi II progetto, nato nell'ambito del Dipartimento di Archeologia deH'Universita di Bologna, consiste principalmente nella creazione di un database internazionale e multilingue online4. II suo uso e rivolto soprattutto ad archeologi e studiosi di oreficeria e di oggetti di orna- mento. Si tratta di uno strumento libero e accessibile a chiunque sia interessato, previa autenticazione gratuita. Gii utenti, oltre che auto- rizzati alia consultazione, sono invitati anche a svolgere un ruolo atti- vo, implementando il database generale con nuovi rinvenimenti, dati o materiale grafico, che possono scegliere se rendere solo visualiz- zabile a video oppure anche stampabile. Le finalita dell'iniziativa sono in sostanza quelle di fornire una risorsa di facile accesso incentrata sull'oreficeria e sugli oggetti di ornamento antichi, con particolare riferimento al contesto di prove- nienza, uno strumento globale di informazione e un sistema integra- Ricordo in particolare J. Pinar Gii, che con C. Cavaliari e con la scrivente ha dato inizio aH'iniziativa. Si ringraziano quanti hanno aderito al progetto, contribuendo a vario titolo e secondo le proprie competenze alia fase di start-up; in particolare J. Bogdani, L Calio, E. Lippolis, A.L. Morelli, C. Martini, P. de Vingo, G.L Garagnani, M. Librenti, A. Pacini, D. Quast, A. Tonelli, E. Vecchietti, T. Vida. fnoltre, per la compilazione ini- ziaie del database bibliografico, A. Colangelo, G. Marsili e A.R. Stigliano. Collaborano a JiC anche A. Bollok e M. Parani. II problema e emerso in maniera evidente anche dai contributi apparsi in Ornamenta 1: v., ad esempio, Baldini Lippolis 2009, pp. 113-114; Cavallari 2009, pp. 149-150; Lippolis 2009, p. 35; Pinar Gil 2009, p. 127. www.jic-online.net. 8 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza to destinato alia divulgazione, alia didattica e alia discussione scien- tifica, continuamente aggiornato, che favorisca un reale progresso in questo campo di studi. Metodologia La struttura del database e stata concepita in maniera semplice, adatta a qualsiasi tipo di utente che abbia un livello medio di dime- stichezza con la schedatura di materiale archeologico. i dati sono controliati periodicarmente da un comitato scientifico internazionale, secondo i criteri fissati dagli organizzatori del progetto e in continuo dialogo con gli utenti, in modo da assicurare I'uniformita e la corret- tezza delie informazioni. ii database si struttura in tre grandi sezioni: una schedatura di oggetti in riferimento al contesto di provenienza; una selezione di record bibliografici che permetta anche ricerche incrociate; una rac- coita di fonti letterarie in ordine alfabetico, per facilitare il dialogo tra materiali archeologici e testi. ii sito ospitera in futuro anche contribu- ti scientifici, riguardanti temi specifici, in una rivista online che si spera di attivare entro il 20105, LlNEE STRATEGICHE Tenendo conto della vastita delPambito cronologico considerato e la necessita di valorizzare la possibility di confronto tra le diverse aree cultural], il funzionamento del piano di lavoro si basa sul coordina- mento di una rete di responsabili regionali e tematici, a loro volta garanti della correttezza delle informazioni inserite nel database e dello sviluppo della ricerca per il settore di loro competenza. II progetto avviato nel 2008 ha come tema I'oreficeria e gli ogget- ti di ornamento dall'eta arcaica al medioevo in area mediterranea. Sono state iniziate collaborazioni con colleghi, esperti in settori tema- tici specifici (ad esempio archeometailurgici, di archeologia speri- mentale, di oreficeria monetale), o con competenze areali (i paesi coinvolti finora, oltre Italia e Spagna, sono Germania, Ungheria, Cfr. infra. 9 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti Grecia e Cipro): ciascuno dei referenti cura lo sviluppo del progetto per il proprio settore, sviluppando la metodologia di approccio alia documentazione e incentivando I'incremento dei datL In ambito strettamente regionale, ad esempio, e stata avviato un accordo con la Soprintendenza Archeologica deU'Emilia Romagna che contempla la collaborazione dei funzionari archeologi interessa- ti, la possibility da parte di studenti di svolgere attivita di laboratorio con la schedatura di manufatti e la compilazione del database, e Por- ganizzazione di altre attivita cultural!6. Inline, la necessita di formare un quadro dei fenomeni tipologici e produttivi ha dato inizio, in ambito nazionaie, a una stretta collabora- zione con il Dipartimento di scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell'Universita "La Sapienza" di Roma e con il Dipartimento di Scienze Archeologiche di Torino, con attivita compie- mentari e integrative rispetto a quelle gia avviate a Bologna. La rivista online Neirambito del sito e stata prevista la reaiizzazione di una rivista onli- ne con cadenza semestrale o annuale, che ospitera contributi scientific!' specifici di approfondimento. II progetto editoriale si orientera quindi verso la strutturazione del "sito web" che faccia da cornice alia rivista. I.B.L Scripta manent: le molte facce della medaglia (e della ricerca) II mondo dell'editoria in rete nel panorama della ricerca in campo umanistico riveste ancora, nonostante gli sforzi di molti, un ruolo ancillare nei confronti della piu tradizionale editoria cartacea. Vale forse la pena, nel presentare un progetto di raccolta online di un cata- logo di oggetti di ornamento personale da contesto archeologico, di interrogarsi sui motivi di questo stato di fatto, cercando di individua- re delle possibili linee di indirizzo, teoriche e operative, che possano Si ringraziano il Soprintendente, dott. L Malnati, per aver accolto la proposta, e la dott. R. Curina per aver accettato il ruolo di coordinatore delle attivita. 10 II progetto ]iC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza aiutare a conferire all'editoria online la dignita di veicolo culturale e scientifico che in molti casi merita7. E indubbio che nel mondo accademico il formato cartaceo rivesta un fascino particolare e privilegiato, fascino bibliofilo che rimane invariato o addirittura accresciuto in reiazione direttamente propor- zionale al prezzo di copertina, ma la stampa cartacea ha i suoi costi (di realizzazione, tipografia e distribuzione), ed e comunque pruden- te pensare che dietro prezzi di copertina altissimi non ci sia solo un meccanismo. di politica d'immagine. Un altro problema, non secondario, e quello della veicolazione deH'informazione: il volume cartaceo rappresenta di per se un cana- !e comunicativo preciso e universalmente accettato, indipendente- mente dal contenuto (sono stampato e quindi sono). Quello che in questa sede si vuole evidenziare e come certi meccanismi di diffusio- ne della cuitura, di per se neutri come un libra stampato, siano a volte caricati di sovrasignificati che ne deviano la funzione originaria attra- verso uno scontato alone di reliability. Infine, la realizzazione di un volume cartaceo presenta costi intrin- seci e imprescindibili, e quindi comporta il necessario ricorso a risor- se economiche che non sempre, nel mondo accademico, sono alia portata di tutti - e soprattutto con continuity8 -, fattore sostanzial- mente antidemocratico9, che condiziona di fatto I'accesso dei risul- tati delle ricerche scientifiche alia fase di edizione10. Questo e anco- ra piu vero quando si consideri che Teditoria accademica non ha pra- ticamente mercato (condizione aggravata dalPostinazione a tenere Si cerchera qui di evitare considerazioni ormai scontate sul vantaggio dell'utilizzo dei prodotti digitali nella comunicazione culturale, come la loro sostanziaie econo- micita o la semplicita di diffusione (neli'editoria scientifica in campo umanistico la vendita ha un impatto sostanzialmente basso, quindi I'oggetto digitale, nella sua infinita e gratuita riproducibilita, non incide se non marginalmente sui proventi deile case editrici). II problema e ancora piu grave se si pensa che, a causa dei costi di edizione, rimangono sostanzialmente inediti dati, contesti e ricerche che potrebbero, incide- re notevolmente sullo stato delle conoscenze se portati alia conoscenza della comunita scientifica. Sulla democraticita dei sistemi di accesso alia cuitura e necessario considerare anche la difficolta nell'utilizzo del computer, soprattutto in rapporto all'utilizzabili- ta degli strumenti di consultazione dei prodotti di editoria digitale. Questo proble- ma si pud affrontare da una parte studiando modaiita di tnterrogazione semplici e user-friendly, dall'altra svifuppando specifiche interfacce per utenti con disability Contro questa tendenza si stanno muovendo diverse iniziative di editoria a basso costo, rivolte a studiosi "emergenti" (cfr. infra). 11 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti alti i prezzi di copertina), fattore che logicamente esclude, da parte di molte case editrici, ogni forma di investimento o rischio d'impresa volto a promuovere iniziative molto specialistiche. Questa la tendenza generale, ma qual e invece la situazione di chi cerca una via alternativa verso la pubblicazione? L'esperienza di Google Books11, JSTOR12 o CEFAEL (Collections de I'Ecole Frangaise d'Athenes En Llgnef3 hanno ormai gradualmente portato a compimento un processo acculturativo verso la fruizione online dei contenuti scientifici del mondo umanistico, ma se il medium (la rete) e stato accettato, i contenuti non sono sostanzialmente altro che una digitalizzazione e messa in rete di volumi gia apparsi in formato car- taceo: si tratta in sostanza di un contribute assai modesto all'equipa- razione deU'editoria tradizionale a quella digitale, piu o meno come fare una fotocopia di un libro stampato: il formato digitale e piu eco- nomico, ecologico, accessible, ma nella sostanza non cambia. Una grosso ausilio, tramite la pubblicazione in rete, al conferimen- to di una dignita editoriale a contributi online e fornito da editor! indi- pendenti, che promuovono la diffusione di opere scientifiche attra- verso il sistema del referee anonimo14, anche se purtroppo tali inizia- tive, nate per sostenere coloro che non hanno accesso ai fondi di ricerca per I'editoria, si auto-releghino a iniziative di serie B o comun- que "di nicchia" (non sono stampato e quindi non sono), nonostante nominalmente le edizioni digitali abbiano lo stesso peso accademi- co-curriculare di quelle tradizionali15. Ancora piu efficaci, pur nella spesso disorientante proliferazione di contenuti sul web, molti dei quali affetti da una sostanziale estempo- raneita16, sono i peer reviewed journals e le pubblicazioni frutto dello 11 Http://books.google.it. 12 Http://www.jstor.org. 13 Http://cefael.efa.gr. Una nutrita rassegna critica di risorse legate aU'editoria digita- le si trova anche in Donati Giacomini 2002, pp. 83-103. 14 Cfr., ad es., il progetto "Libera la Ricerca", pubblicazione online a costo zero delle opere dei ricercatori precari: http://www.odoya.it. 15 Tale criterio e ribadito peraltro anche dall'assoluta equipollenza tra pubblicazioni cartacee e online per i codici ISBN (International Standard Book Number) e ISSN (International Standard Serial Number). Per i prodotti esclusivamente digitali esiste poi un Digital Object Identifier (DOI) corrispondente a un identificativo standard (IMSBN-A) che consente di tracciare permanentemente, all'interno di una rete digi- tale, un oggetto di proprieta intellettuale e di associarvi i relativi dati di riferimento (metadati). 16 Si ricorda che la possibility di pubblicare, sotto qualsiasi forma, contenuti di varia 12 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza sforzo di istituzioni particolarmente autorevofi nel mondo scientifico, che coniugano j'accessibilita della pubblicazione a quella "affidabilita" scientifica sancita da una buona revisione di esperti nel settore17 o dal vaglio di un'istituzione accreditata18. II sistema utilizzato da queste esperienze, fondato su meccanismi rodati e ampiamente accettati nel mondo accademico (revisione e sanzione istituzionale), costituisce un'ottima base di partenza per progettare un sistema di pubblicazione in rete in grado di preservare la validita scientifica dei contenuti, anche tramite apposite licenze non commerciali che preservino la proprieta intellettuale19, ma anche coniugando la facilita ed economicita di con- sultazione alia possibility di approfondire il valore conoscitivo attraver- so ('accessibility dei dati che stanno alia base della sintesi. in generale, quindi, sembra credibile riconoscere alcuni criteri di massima per la realizzazione di un buon prodotto in rete, realmente competitive rispetto agli equivalenti cartacei: - un buon controllo dei contenuti20 (attraverso un comitato scien- tifico, o meglio attraverso la peer review); natura e alia base della liberta di espressione, sancita in Italia dall'Art. 21 della Costituzione. II web, con la sua sostanziale economicita e semplicita di utilizzo, non ha fatto altro che amplificare un fenomeno gia in atto con la diffusione della stampa e della necessita di coinvolgimento dell'opinione pubblica. La natura estemporanea di molte delle iniziative, anche "editoriali", che compaiono sulla rete e da vedere in modo assolutamente positivo e anzi auspicabile, anche al fine di dare spazio atemi diversi di discussione e opinione. Quelio che qui si sottolinea e che I'orizzonte limita- to di iniziative di breve respiro non e purtroppo di nessun ausilio rispetto ai tentativi di equiparazione tra editoria cartacea ed editoria digitale. Sulla questione dell'affidabiii- ta dei contenuti sul web, e sugli strumenti critici disponibili per un corretto approccio verso di essi, cfr. gli atti della Tavoia Rotonda // ruolo delle tecnologie nel la formazio- ne dell'archeologo (Bologna, 11 aprile 2008), in corso di stampa su Groma 2 2009. 17 Si desidera qui ricordare, tra gli altri, il «Journal of Cultural Heritage", i cui articofi sono sottoposti a uno stretto vaglio da parte dei revisori, analogamente a quanto avviene nelle corrispettive riviste cartacee (www.elsevier.com/locate/culher) 18 Ancora una volta si cita il caso meritorio dei FastiOnLine (http://www.fastionline.org), ambizioso progetto editoriale interamente online promosso dall'AIAC (International Association for Classical Archaeology). 19 Si veda ad esempio la licenza rilasciata dalla Creative Commons che consente di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico le opere purche siano rispettate le condizioni di Attribuzione (della paternita dell'opera nei modi indicati dail'autore o da chi ti ha dato I'opera in licenza) e di Non opere derivate (non si possono ope- rare alterazioni o trasformazioni, ne usare i contenuti per crearne altri). Maggiori informazioni su http://creativecommons.Org/licenses/by-nd/3.0/deedJt. 20 Questo aspetto e scontato per I'editoria scientifica, ma dato proprio il loro ruolo ancil- lare, e assolutamente necessario che i prodotti in rete siano assolutamente rigorosi. 13 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti - la scelta cli raccogliere i contributi in uscite periodiche (anche a intervallo moito breve) dotate di indice e in formato PDF. Tale soluzio- ne, a differenza della pagina web dinamica, in virtu della sua statici- ta assicura la costante citabilita di ciascun articolo; inoltre, in caso di uscita cartacea, sara piu semplice creare un prodotto pronto da stampare on demand e adatto al deposito legale; - la costruzione di un portale a cornice dell'opera, in modo da ren- derne chiare le finalita (a meno che non si inserisca la pubblicazione digitate entro contenitori prestabiliti, come quelii messi a disposizio- ne dagli atenei o dagli enti di ricerca21); - se possibile, I'accessibilita a un'altra serie di informazioni com- plementari al contenuto dei singoli articoli (webGIS, banche dati, archivi, risorse esterne, ecc); - la prospettiva di un costante aggiornamento, il cui impegno va preventivato in relazione alia complessita del progetto stesso (ossia al numero e alia tipologia delle connessioni interne tra le varie cate- gorie di contenuti). Anche la tecnologia ha i suoi momenti di aggior- namento, e, a differenza della carta stampata, essi vanno strettamen- te seguiti per non compromettere I'utilizzabilita del prodotto editoria- le su diverse piattaforme. {{ percorso e ancora lungo, ma la ricerca e fatta anche di sfide, E se non si percorrono strade nuove non si sapra mai dove esse con- ducano. Verso un'editoria digitale aperta: l'esperienza di JiC- online.net Se da una parte, in ambito umanistico, proporre un prodotto edito- riale interamente online rappresenta una scelta di condivisione verso la comunita scientifica, dall'altra, sempre grazie agli strumenti che il lavoro in rete mette a disposizione, significa mettere a disposizione della stessa comunita scientifica strumenti interpretativi nuovi e piu profondi, che vanno neila direzione di una trasparenza del dato di par- tenza. Uinterpretazione e un processo le cui dinamiche possono esse- re tracciate, ed e per questo motivo che e abitudine comune esplicita- 21 Ad es., cfr. la sezione AimaDL (Alma Digital Library, il contenitbre delle riviste digi- tal! dell'Universita di Bologna), all'indirizzo http://almadl.cib.unibo.it. 14 // progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza re, in segno di onesta scientifica, le proprie basi, offrendo cosi al letto re gli strumenti critici'per ripercorrere criticamente tale processo. La possibility di predisporre collegamenti dinamici e sempre aggiornabili tra i contenuti statici e la banca dati che sta alle spalle dei contenuti stessi, entrambi concementi tematiche comuni (nel caso presentato I'oreficeria antica da contesto archeologico), non puo che accrescere il valore scientifico delle interpretazioni, coinvol- gendo I'intera comunita scientifica in un progetto "aperto" di scam- bio di idee. Si tratta del modo piu semplice per attuare la logica del- Yopen source alia cultura, adottando un metodo secondo cui gli autori (piu precisamente i detentori della proprieta intellettuale) con- sentono, anzi favoriscono, il libero studio e I'apporto di modifiche al proprio prodotto da parte di altri autori. Proprio con applicativi open source e stato sviluppato i'intero pro- getto editoriale, costituito da: Presentation Introduction Ehe systematic anatyslt ol the worte themselves as weR as the examination of tfce-r context and aaoclatioris Q*a the essential baw tor the study of a taiga number of objects, loo often cop^ered'Wlheit jnh'mic value and \ '~ evaluated primarily according to aesthetic criteria. In appraisal frequentlyccnditicned by meti>c^otogfcdt \ prejudices. So. the study of jewels and ornaments stil encounter* obstacles, for exannpJe. in the growing Dodyof scholarly Gterafure. too often uncoordinated and scatfe/ed in many pubBcqfidnsvsame very specJctftedybfhers quite vorted in content. \/"^l.-| lj / \ \ ) \ Ihese artifacts, also in antiquity, are essentia* element of socio) communication, conditioned by many factors: lashion, circulation also through long distances, devetopmanl of local wortehops which can bo'lmitntod. ft is almost impossible to investigate ail these aspects at an individuat or local levet '} \ \ An Interactive eiate-base on tJ-r&web ym COMPILATION GUIDE The structure of Ihe dalo-base is vary easy, suitable tor user who are !omilia» with It includes four main sections: • a bibliographical collection fioMo Bibliography); ' • on Object Table (rahte objacts) • analytical information on the context of provenance (robio co,-r»«ti); • the images of objacfs and contexts (low* AttocMmm). Fig. 1, II portale web multilingue di JiC-online e il manuale per gli utenti (http://www.jic-online.net) 15 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti Scientific Directors: I 8aldini, A.L. Moreili Scientific Committee L Calid, C Cavailari, R. Curina. P. Oe Vingo, £. lippolis. C. Perassi, D. Quasi, I. Pif Secretary: M. Beghelli, E- fiiippini, G. Marsill, V. Zanasi Editorial Collaboration: A. Tonelii Web publishing: I. Bogdani, E. Vecchietti Fig. 2. La copertina provvisoria del peer reviewed journal Main topics in this number: - Coins in jewels ■ Jewels from Italy - Jewelry: reseatch issues and future perspectives -What's new on the net - un portaie web multilingue (http://www.jic~online.net), che fa da cornice e orienta il lettore all'interno delle diverse tipologie di conte- nuti (collana cartacea, rivista online, database, ecc.) e iniziative del progetto; e stata predisposta inoltre una sezione specifica di istruzio- ni per la compilazione del database e I'interfaccia e stata apposita- mente disegnata per essere estremamente semplice e lineare (fig. 1); Fig. 3. L'archivio online sull'oreficeria da contesto archeologico (sistema BraDypUS). Scheda "contesti", in modalita di inserimento/modifica dati 16 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza - una rivista online, che ospitera i periodicamente i contributi (in formato PDF) secondo la modalita dei peer reviewed journals, la cui grafica e impaginato sono realizzati con applicativi liberi (GIMP, InkScape, Scribus, fig. 2); - un archivio online sull'oreficeria da contesto archeologico, che e stato il vera cuore della fase di start-up del progetto, poiche ha fun- ztonato da piattaforma comune di discussione e confronto tra Yequi- pe di specialist coinvolti nel progetto (fig. 3). U archivio e stato svilup- pato secondo il sistema BraDypUS (cfr. infra); - un'interfaccia geografica (GeoFace) di visualizzazione dei risul- tati delle ricerche, basata su Google Maps (cfr. infra). GeoFace opera come un semplicissimo webGIS, per la visualizzazione geografica- mente referenziata dei record selezionati. E.V. U archivio online di JiC: CARATTERtSTICHE e funzioni L'archivio accessibile su internet del Progetto JiC-online e basato su BraDypUS, un sistema server-side scritto il linguaggio PHP, che permette di relazionarsi in modo pratico, veloce e user-friendly a un motore database reiazionale ad altissime prestazioni qua! e MySQL22. _ 1...- = -,; '"'i ■■ - . "..T,'. !i, l.'.li:!'.:,:■!'.!. I il.,1 i I -i — = -i i — _ I law ■ . ": ..T 'i ::'|:.! ";■ . : I \ i: a. . 111,.: i ■■;:;..!: r. :i !■;:■ ■ ■ Dictionaries manager Actual, definitions ; :>-u:Kin.3roiL«vbiG(rir<ii-C^r.Mr-'i>Cr . ■ ■ ■ ' Raman tg&tHf&aK'j ByzarrtuialF1:.: Iftaset! LED m Add new dictionary DTcrJ 01017 Fig. 4. I dizionari (modificabili solo se il livello di accesso e di "Administrator") Cfr., da ultimo, Bogdani 2009a, Bogdani-Vecchietti c.s. 77 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti APPLICATION ENVIRONMENT world wide web applications desktop application Fig. 5. Schema del metodo di lavoro in rete e "collaborative-" del sistema server-side BraDypUS BraDypUS consente di gestire rimmagazzinamento, la ricerca e la condivisione dell'informazione in esso contenuta in maniera centra- lizzata, in modo da fornire uno strumento per I'archiviazione e la gestione sul campo e in remoto e un'interfaccia multilivello, che per- mette I'accesso al dato secondo detenriinati-privilegi23 (fig. 4); si favorisce cosi lo scambio tra esperti della materia ma si tutela alio stesso tempo la proprieta inteilettuale24, bloccando una circolazione indiscriminata e fuori controllo di informazioni inedite (fig. 5). Software, installazione, aggiornamenti rimangono assolutamente trasparenti all'utente finale, il quale deve disporre solamente di un browser web per accedere ai dati (sempre aggiornati in tempo reale), attraverso la rete internet (fig. 6). 23 Per il progetto JiC-online sono stati previsti i seguenti profili: lettura (profilo con soli privilegi di lettura; e il profilo che viene garantito a chi vuole, per motivi di studio, accedere alia banca dati); lettura e scrittura delle proprie schede (profilo che legge tutte le schede, puo inserirne di nuove, ma puo modificare o cancellare solamen- te le schede da lui inserite; si tratta del profilo che viene garantito agli studiosi che vogliono contribuire aH'accrescimento e all'aggiornamento della banca dati); lettu- ra e scrittura (profilo che puo leggere e modificare tutte le schede; questo tipo di accesso e garantito solitamente agli editori i quali possono effettuare modifiche in schede inserite da terzi per adeguare il contenuto agli standard previsti); ammini- strazione (che oltre ai dati ha un certo controllo anche sulla struttura della banca dati: assegna i diritti di accesso agli utenti, gestisce i vocabolari delle voci indiciz- zate ecc); super-amministrazione (capace di apportare modifiche sostanziali alia struttura della banca dati). 24 A questo scopo si e predisposta la licenza non commerciale rilasciata dalla Creative Commons (cfr. supra). 18 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza Fig. 6. L'archivio online sull'oreficeria da contesto archeologico (sistema BraDypUS). Scheda "reperti", nella modalita di visualizzazione dati Gli obiettivi scientifico-tecnologici raggiunti dal progetto, in colla- borazione con i coordinatori scientific!, sono: - la creazione di sistema di archiviazione in rete25 in grado di gesti- re contemporaneamente una robusta mole di dati testuali inseriti in un apparato di schede26 costruito ad hoc, controllati attraverso un sistema gerarchico di vaiidazioni (a cura delia direzione e della segre- teria scientifica); - un'opzione multilingue, per faciiitare la compilazione, in un'ottica di collaborazione internazionale: le lingue ammesse per la compilazio- ne del database sono: francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco27; 25 Si segnala tra le esperienze in corso, molte delle quali sono indicate in Bogdani- Vecchietti 2008, pp. 61-62, un recente progetto intrapreso dal Dipartimento di Archeologia dell'Universita di Boiogna, a cui gli scriventi hanno per un certo perio- do preso parte: il Progetto SIRIA (Progetto Strategico Giovani Ricercatori 2007, coordinato dal Prof. G. Lepore). SIRIA consiste in un sistema centralizzato di gestione, ricerca e presentazione deila documentazione archeologica, che punta a fornire un supporto per i'archiviazione dati speditiva sul campo e un'interfaccia di accesso al dato, per favorire lo scambio tra studiosi ed esperti in differenti disci- pline (http://nadir.unibo.it/siria/wiki). 26 La real izzazi one deli'apparato di schede, a cura della direzione scientifica, e stato oggetto di una lunga e costante fase di messa a punto, che ha consentito perio- dic! aggiustamenti in itinere delle tabelle che costituiscono ia struttura nella quale le informazioni vengono inserite e rese disponibili. Anche in questa fase di start-up la metodologia di lavoro in rete si e dimostrata particolarmente proficua, renden- do possibile una discussione a distanza tra i responsabili. 27 La struttura dei dati e piuttosto complessa. Per quanto riguarda la lingua dell'in- 19 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti Fig. 7. Gli aiuti alia compilazione previsti per gli autori che pren- dono parte al progetto JiC-online (scheda "contesti", modalita di inserimento/modifica dati, campo "Working technique") - uno stretto controllo dei vocabolari utilizzati, per facilitare le ope- razioni di ricerca: a prescindere dal multilinguismo, alcuni campi devono essere necessariamente compilati in inglese, per rendere possibili le query] - lo sviluppo, attraverso il portale web, di una serie di risorse a supporto della compilazione, sia per creare un vero e proprio user manual, sia per fornire alia segreteria redazionale e ai singoli autori le "norme redazionali" per un facile e il piu possibile uniforme inseri- mento dei dati (fig. 7); - I'utilizzo di sistemi di archiviazione compilabili e consultabili esclusivamente via web28, sia per la condivisione in tempo reale dei dati, sia per costruire la piattaforma per la successiva presentazione e pubblicazione online] - la scelta di tecnologie esclusivamente open source, per abbat- tere i costi delle licenze dei software proprietari, nonche sviluppare formati "aperti", meglio aggiornabili; - I'integrazione del sistema di archiviazione con il portale web dedicate e con la rivista elettronica (cfr. supra, § 2); terfaccia, il sistema e predisposto per lavorare in multi-lingua (i! singolo utente sce- glie la lingua a lui piu familiare); maggiori problemi ha posto la lingua degli conte- nuti e si e optato per una soluzione mista. Le voci indicizzate vengono compilate in inglese, mentre altri campi, di carattere piu descrittivo, possono essere compi- lati in francese, inglese, italiano spagnolo e tedesco. E comunque possibile, in fase di revisione da parte dei curatori, uniformare i contenuti. 28 Per altri progetti, soprattutto per le ricerche sul campo, si sono predisposte solu- zioni che consentono il lavoro sulFarchivio anche offline (cfr. Bogdani-Vecchietti 2008, p. 64). Per il presente progetto, la cui fisionomia e molto piu simile a una schedatura, si e preferito optare per una compilazione esclusivamente online, per consentire a tutti i gruppi di ricerca, alcuni di questi situati al di fuori dei confini nazionali, I'accesso a dati sempre aggiornati in tempo reale. t ;■:"-it".'.-:i 4i "T.f ri.rra: liBdmsMTtni v-^-..-1 ■: • I On ;■). I. s , -, - c," i '. (. : i- :ce ,-rt = :^■, ■ .: , I I t 20 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza - la creazione di un'interfaccia geografica di visualizzazione dei record inseriti nel database (cfr. infra, § 4)29; - una particolare attenzione alia leggerezza dell'interfaccia, stu- diata non solo per J'utilizzo da PC o laptop, ma ottimizzata anche per funzionare al meglio sui netbook o sui dispositivi palmari quali gli smartphone e i PDAphone. Dal punto di vista dell'architettura, la struttura del database e stata concepita in maniera semplice, comprendente quattro grandi sezioni: 1. una raccolta di record bibliografici {Table Bibliography). Si trat- ta di un tradizionale database bibliografico che raccoglie tutti i riferf- menti che vengono usati nella descrizione degli oggetti o dei conte- st (vedi infra). Oltre alia funzione di completare la descrizione degli oggetti, questa sezione ha anche una vita propria come strumento bibliografico tematico sempre in corso di aggiornamento; 2. una schedatura dei contest! di rinvenimento (Table Contexts). Vengono in questa sezione descritti in modo sintetico i contesti di provenienza dei vari reperti. L'intento non e quello di dare una esau- stiva descrizione delle condizioni di rinvenimento, ma quello di dare una panoramica generale con le principali coordinate storico-geogra- fiche e sopratutto di fornire gli strumenti bibliografici fondamentali per un eventuale approfondimento; 3. una dettagliatissima schedatura di oggetti (7ajb/e Objects), con indicazioni analitiche sui contesto di provenienza; 4. una raccolta di immagini e altre risorse digitali {file di testo, ecc.) relative a oggetti e contesti (7a<b/e Attachments). Queste risorse sono collegate reciprocamente in modo dinamico. Pur mantenendo in fase di inserimento una propria autonomia (che ne facilita I'inserimento come successive eventuali modifiche da parte dell'utente oppure da parte del curatore), in fase di lettura esse sono integrate: da una scheda di un oggetto, per esempio, e possi- bile risalire rapidamente al contesto di rinvenimento, alia bibliografia relativa oppure alle risorse esterne (immagini, testi, ecc, fig. 8). La geo-loca!izzazione dei dati e sempre piu una priorita sui web. In una banca dati come questa, in cui il contesto di rinvenimento assume un aspetto rilevante, e infatti importante avere strumenti adeguati per una visualizzazione geografica dei dati (mappe di distribuzione tematiche create in tempo reaie in base a ricerche - query - sulla banca dati). 21 Isabella BalaHni Lippolis, ]ulian Bogdani, Erika Vecchietti Fig. 8. Struttum delle relazioni della banca dati JiC-online Struttura delle relazioni della banca dati L'lNTERFACCIA GEOGRAFICA DEL DATABASE! GEOFACE Sin daila sua concezione30, il sistema BraDypUS e stato pensato per essere rapportabiie ad applicazioni piu complesse, rendendo i dati disponibili e ieggibili tramite una serie di altri programmi, come per esempio i software GIS31, per potere collegare dati e geometrie. Grazie all'utilizzo della API32 di Google Maps, a uso assolutamen- te gratuito e libero, e oggi possibile mettere in relazione i dati gestiti da BraDypUS direttamente sulle basi cartografiche offerte da Google Maps, strumento di larghissimo e semplice utilizzo. Una serie di programmi scritti in PHP e JavaScript appositamen- te predisposta (GeoFace) consente I'interrogazione e la consultazio- ne dell'archivio attraverso un'interfaccia geografica. In coerenza con la filosofia del progetto iniziale, gli unici requisiti per utilizzare il sistema sono avere un browser web e un collegamen- to a internet: nessun aitro software aggiuntivo viene richiesto (fig. 9). Tramite GeoFace e possibile: - creare ricerche usando interfacce grafiche personalizzate e visualizzare i risultati direttamente sulla mappa, sotto forma di punti, linee o poligoni a seconda del dato che si sta interrogando; 30 il sistema BraDypUS nasce nel 2007 col nome USDB. 31 Sul GIS in archeologia cfr. da ultimo Bogdani 2009b. •': 32 Application Programming Interface: una serie di strumenti messi a disposizione di programmatori per creare altre applicazioni. 22 II progetto JiC, archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di Fig. 9. Una immagine di GeoFace dal progetto SITARC (Bogdani-Vecchietti 2008, pp. 64-65) - interrogare ulteriormente i risultati visualizzati: cliccando sempli- cemente sui simboli georifertti a video si accede a tutte le informazio- ni collegate e disponibili (testi, foto, document!, ecc.) sotto forma di una tabella; - navigare tra i dati sfruttando le varie basi cartografiche offerte da Google Maps: - mappa con indicazioni stradali, - foto satellitari ad altissima risoluzione, - terreno, con caratterizzazione deH'altimetria hillshade e con curve di livello, - tramite I'installazione di un plugin gratuito, e possibile trasforma- re il proprio browser in una finestra GoogleEarth, navigare e interro- gare i propri dati in tre dimensioni; - superare i problemi di conversione dei dati: GeoFace permette il posizionamento sia utilizzando coordinate piane (UTM), sia coordina- te geografiche, e infine, grazie ai servizi offerti da Google, di geo- codificare gli indirizzi. Questo garantisce massima compatibilita del sistema con database preesistenti; - migrare dati preesistenti da vari formati (geodatabase, shapefile, ecc.) per poterli visualizzare in GeoFace, e metterli in relazione con altri dati in BraDypUS, in modo da avere sempre a portata di click dati aggiornati; 23 Isabella Baldini Lippolis, Julian Bogdani, Erika Vecchietti - con GeoFace e possibile creare nuovi eiementi e vettorializzar- li: si pud disegnare,.'aggiungere nuovi eiementi alie proprie mappe, coliegarle automaticamente ad altre informazioni disponibili nel data- base; - effettuare query topologiche: grazie alia base geografica, sfrut- tando appieno I'interazione tra PHP e MySQL, e grazie al!e possibili- ty che offre I'API di Google Maps, altatnente personalizzabile, e pos- sibile eseguire query topologiche: direzioni, strade, ma anche rappor- ti di vicinanza e molto altro. GeoFace non si propone di essere una applicazione webGIS33, ma semplicemente di offrire una interfaccia grafica multiutente e multi- livello di visualizzazione, interrogazione e modifica di dati con informa- zioni geografiche (coordinate UTM, geografiche o indirizzi). Scritto in PHP, JavaScript e basandosi sulla API di Google Maps, punta a usare software, tecnologie e linguaggi gratuiti e open-source per mantenere al minimo i costi di sviluppo e dare all'utente finale il megiio in qualita e in elasticity, proponendo soluzioni altamente personalizzate. J.B. CONCLUSION! L'esperienza qui presentata mira a fondere due eiementi cruciali della ricerca: I'affidabilita deH'informazione e la possibiiita, attraverso le nuove tecnologie, di accedere al background informativo da cui le ipotesi si formano e si sviluppano. Quanto edito di un contesto e spesso solamente, parlando per metafora, ia punta tie\Y iceberg rispetto ad una ingente quantita di dati che normalmente non vengo- no pubblicati interamente, ma attraverso una selezione condizionata da motivazioni eterogenee. Offrire a chiunque la possibiiita di consentire I'accesso a tutti i dati di partenza non deve essere i'aiibi per rinunciare alia sintesi, dovero- sa quando ci si muove nel mondo della ricerca scientifica. Si vuole piuttosto tentare di aprire nuove strade della comunicazione dei risul- tati della ricerca, neila ferma convinzione che anche la tracciabilita del pensiero interpretative dal punto di vista dell'epistemologia, sia comunque un marchio di eccellenza. 33 Su! webGIS cfr. da ultimo Aldrovandi, Bogdani 2009. 24 II progetto JiQ archivi e riviste in rete: verso una forma aperta di conoscenza Non resta che sperare neila possibility di prosecuzione del proget- to mediante Fappoggio delle istituzioni e I'entusiasmo dimostrato fino- ra da colleghi e studenti, ma anche soliecitando una riflessione condi- visa sugli scopi e le modalita della ricerca in questo campo di studi. I.B.L, J.B., E.V BlBLIOGRAFlA Aldrovandi, Bogdani 2009 = M. Aldrovandi, J. Bogdani, WebG/S, in Groma 2 2009, pp. 477-480. Baldini Lippolis 2009 = I. Baldini Lippolis, Appunti per lo studio del- I'oreficeria tardo antica e altomedievale, in Ornamenta 1, pp. 103- 126. Bogdani 2009a = J. Bogdani, // sistema BraDyphus, in Groma 2 2009, pp. 474-476. Bogdani 2009b = J. Bogdani, GiS per I'archeologia, in Groma 2 2009, pp. 421-438. Bogdani-Vecchietti 2008 = J. Bogdani, E. Vecchietti, Nuove soluzioni in rete per la gestione e la divulgazione del dato archeologico, in «Ocnus» 16, 2008, pp. 59-68, Calastri,-Bogdani, Vecchietti c.d.s. = C. Calastri, J. Bogdani, E. Vecchietti, Lo scavo nelle fornaci romane di Albinia (Orbetello- GR), in «Materiali per Populonia» 8, c.d.s. Cavallari 2009 = C. Cavallari, Oreficeria tardo antica e altomedieva- le in Emilia Romagna: ilproblema dei contest!, in Ornamenta 7, pp. 149-172. Donati Giacomini 2002 = P. Donati Giacomini, innovazione e tradizione. Le hsorse telematiche e informatiche nello studio della storia anti- ca, Bologna 2002. Groma 2 2009 = E. Giorgi (a a), Groma 2. In profondita senza scava- re, Bologna, 2009. Lippolis 2009 = E. Lippolis, Oreficeria e societa nel mondo greco, in Ornamenta 1, pp. 35-70, Ornamenta 1 = I. Baldini Lippolis, M.T. Guaitoli (a a), Oreficeria anti- ca e medievale. Tecniche, produzione, societa, Bologna 2009. Pinar Gil 2009 = J. Pinar Gil, Problem! di vaiutazione storico-archeo- logica delle produzioni di oreficeria visigota nel V secolo, in Ornamenta 1, pp. 127-148. 25
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