Esperienze di stereofotogrammetria archeologica morePublished in “Ocnus” 15 (2007), pp. 27-44 |
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ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA DI BOLOGNA
QUADERNI
SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE
INARCHEOLOGIA
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Indice
Prefazione
di Sandro De Maria
Articoli
Giorgio Affanni, Angelo Di Michele
Le fortifkazioni oriental! dell'acropoli di Tell Afis (Siria) dal Bronzo Antko al Ferro I 9
Ivano Ansaloni, Aurora Pederzoli, Mirko Iotti, Luigi Del Villano
Identificazione zoologka della fenke rappresentata sulla facriata
della caupona di Euxinus a Pompei 23
Appendke: le due fenici di Daniela Scagliarini Corlaita 24
Julian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanflni
Esperienze di stereofotogrammetria archeologica 27
Claudio Calastri
Acquedotti romani della Valle d'Oro (Cosa-Ansedonia, Gr) 45
Alessandro Campedelli
II Progetto Burnum (Croazia) 57
Manaletizia Carra, Maria Cristina Belrrani
Ambiente e colture nel Neolitico della pianura mantovana.
Studio paleocarpologko dell'area insediativa di hevata di Curtatone (Mn) 79
Giovanni Colonna
Migranti italki e ornato femminile {a proposito di Perugia e dei Saninati qui Perusiae consederantj 89
Ernesto De Carolis, Francesco Esposito, Diego Ferrara
Domus Sirici in Pompei (VII, 1, 25.47): appunti sulla tecnka di esecuzione degli apparati decorativi 117
Pier Giovanni Guzzo
Archeologia e tutela 143
Elena Maini, Lorena Giorgio, Susanna Guerrini, Pietro Baldassarri,
Dario de Francesco, Francesco Cardinale, Massimo Vidale
Progetto Jxmk-Paccottiglza. Studio etnoarcheologko dei processi formativi potenziali
di una superfick urbana contemporanea a frequentazione intensiva 149
Luisa Mazzeo Saracmo, Maria Carla Nannetti, Vanna Minguzzi, Elisa Zantedeschi
(con un contributo di Flavia Rivalta e Giorgia Matteini)
Ceramkhe di eta romana a Faenza: nuovi dati archeologki e archeometrici
sulla possibile produzione locale 167
5
Ocnus 15, 2007
Lorenzo Quilici
Parcbi archeologiri e ambiente.
Riflessioni in margine all'esperienza in at to alia Civita di Artena
Enrico Ravaioli, Erika Vecchietti
// Pragetto "Acquaviva Picena nella storia''.
Relazionepreliminare delle campagne di scavi e rkerche 2005-2006
Silvia Vinci
Alcune osservazioni sugli usi e i culti funerari ndl'Egitto
di eta tardo-predinastica e protodinastica
Ocnus 15, 2007, pp. 27-44
esperienze di stereofotogrammetria archeologica
Julian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanfini
RFD Evolution is a digital stereoscopic photogrammetry program used to reconstruct three dimensional models1. This
study involves survey experiences carried out in an excavated area of the archaeological site ofClasse (Chiavkhetta
holding — Ravenna), the Medieval Gate of the church ofS. Nicold (Ravenna), a tower of the fortress of Acquaviva
Picena (Ascoli Piceno), and the archaeological site of Castelleone di Suasa (Ancona)2. Beginning with these cases,
various aspects concerning the process of stereoscopic metrological performance and resolution rendering of stereoscopic
models will be pointed out. This study is part of a wider research context concerning archaeological survey techniques,
a field developed recently and included among the historical-archaeological investigations carried out by the
Department of Archaeology of the University of Bologna?.
Introduzione
L'uomo e in grado di percepire la profondita
spaziale e il rilievo degli oggetti che lo circon-
dano in quanto i suoi occhi «esplorano il campo
visivo da due punti di vista diversi e ottengono
pertanto immagini degli stessi oggetti legger-
mente differenti» (Fondelli 1992, p. 11).
Questo fenomeno, che prende il nome di stereo-
scopta, puo verificarsi anche osservando simulta-
neamente e senza mezzi ausiHari le fotografie di
uno stesso oggetto realizzate da due distinti
punti di presa. Detto questo, per agevolare la
visione stereoscopica sono correntemente utiliz-
zati diversi metodi e stmmenti basati comunque
sul medesimo principio di far percepire l'imma-
gine sinistra e destra ai rispettivo occhio (cfr.
Fondelli 1992, pp. 13-24). Alcuni settori della
ricerca scientifica si sono orientati verso i sistemi
che consentono l'impiego combinato di occhiali
per l'osservazione stereoscopica sul monitor di
1 «II programma e prodotto dalla GEOPRO e distri-
buico dalla GEOTOP di Ancona. Funziona su
Personal Computer IBM o compatibili, con installa-
to Windows 95/98/ME o Windows NT4(SP3)/
2000/XP» (Geopro 2004, p. 1).
2 Si desidera ringraziare l'ing. Piero Lusuardi per il
supporto alle attivita di sperimentazione in ambito
archeologico di questo sistema di rilievo stereofoto-
grammetrico.
3 Per le precedent! esperienze di rilievo archeologico
cfr. Cattani et.alii 2004; Fiorini 2004; Fiorini 2004a;
Fiorini 2005; Fiorini, Zanfini c.s.
un normale PC e di programmi specifici per la
misura e il disegno di punti o linee significative
secondo le diverse finalita di studio. La pratica di
effettuare riprese fotografiche dell'oggetto da
due punti di osservazione differenti per ottenere
una esplorazione visiva di tutti i dettagli della
sua morfologia, ricavare informazioni metriche
tridimensionali e rappresentazioni grafiche o
numeriche dello stesso e chiamata rilievo foto-
grammetrico stereoscopko4.
II rilievo fotogrammetrico stereoscopico della
porta medievale della chiesa di S. Nicold (RA)
Acquisizione dei dati di rilievo metrici efoto-
grafici (prima fase)
Nella giornata di martedi 22 giugno 2005 si
sono acquisiti i dati metrici e fotografici relati-
vi alia porta medievale visibile sul lato est della
ex chiesa di S. Nicold a Ravenna. L'obiettivo
pdncipale di questa sperimentazione e la deter-
minazione della procedura per la registrazione
grafica dello svolgimento geometrico dei peri-
metri di US nello spazio tridimensionale. II
manufatto architettonico h in effetti un volume
e i caratteri che vengono individuati nel corso
4 Per il principio a cui si ispira la metodologia di rilie-
vo stereofotogrammetrico cfr. Romeo 2002; Fondelli
1992; Bianchini 2001.
27
Ocnus 15, 2007
delle analisi archeologiche (informazioni strati-
grafkhe, metriche e formali) si distribuiscono
nelle tre dimension!5.
La posizione dei punti di presa e stata deter-
minata avendo cura di soddisfare le seguenti
condizioni6: la copertura stereoscopica deve
interessare l'intera porta medievale; la distanza
intercorrente tra i due distinti punti di presa
(base di presa) deve corrispondere approssimati-
vamente ad 1/4 della distanza che li divide dalla
porta7; entrambi gli assi di presa devono essere
ortogonali alia base; nelle immagini fotografi-
che devono essere ben leggibili i perimetri di
US e dei singoli elementi costitutivi la muratu-
ra. Per soddisfare queste condizioni si e fatto
ricorso ad una serie di strumenti ausiliari, tra
cui una rotella metrica per la misurazione delle
distanze brevi e un treppiede per lo staziona-
mento delia fotocamera digitale. Messo a punto
il progetto di rilievo si sono eseguite le prese ad
una distanza di circa 8 m dalla superficie archi-
tettonica, con una base di circa 2,20 m. La foto-
camera digitale impiegata e una Nikon Coolpix
e5000 munita di sensore CCD a 5 milioni di
pixel effettivi, obiettivo 7,1-21,4 mm (equiva-
lente ad un 28-85 mm nel formato 24 x 36) e
calibrata nella focalizzazione all'infinito8.
Per fornire gli appoggi metric! alle prese
stereoscopiche si sono rilevati 4 punti (non pre-
segnalizzati sulla struttura architettonica) con
5 Restituzioni grafiche tridimensional! dei perimetri
di US e dei singoli elementi costitutivi la muratura
compaiono in Azkarate Garai-Olaun 2002, p. 66;
Caballero et alii 2003, p. 71, Camara, Latorre 2003,
pp. 92-93, 96. Sulla necessita di adottare sistemi di
rilievo e'trascrizione graftco-digitale 3D dei perime-
tri di US in alternativa alia restituzione fotografica
bidimensionale della superficie muraria (il fotopiano)
cfr. Fiorini 2005, p. 199, nota 2.
6 Per una rassegna delle regole da rispettare cfr.
Fondelli 1992, p. 61.
7 Rapporto suggerito dalla societa che distribuisce il
software oggetto della sperimentazione.
L'obiettivo di una camera fotografica e sempre carar-
terizzato da qualche difetto che influisce sulla geo-
metria della immagine e di conseguenza sulla quali-
ta dei dati metrici che possono essere ricavati.
Attraverso alcuni esami e possibile misurare sulle
immagini fotografiche gli effetti della distorsione e
confezionare un certificate di calibrazione in cui vengo-
no riportati tali valori. I programmi di fotogramme-
tria digitale urilizzano il certificato di calibrazione
per compensare le deformazioni e di conseguenza
incrementare la precisione del dato metrico calcolato
attraverso la coppia stereo.
l'ausilio di una stazione elettronica totale. Lo
strumento misura le distanze per riflessione del
raggio laser sulla superficie architettonica e non
richiede, pertanto, dispositivi riflettenti. La
posizione dei punti e stata annotata sulla stam-
pa a colon di una foto della porta realizzata nel
corso di un precedente sopralluogo.
Elaborazione informatica dei dati di rilievo
(seconda fuse)
Acquisiti i dati di rilievo metrici e fotogra-
fici, si e passati alia fase di elaborazione del
modello stereoscopico. Prima di portare i dati
nel programma RFD Evolution si sono converti-
te le immagini fotografiche nel formato TIFF e
trasformate le coordinate topografiche in coor-
dinate fotogrammetriche9. Di seguito si ripor-
tano le operazioni eseguite per creare il model-
lo stereoscopico10:
1. creazione di un nuovo progetto;
2. caricamento delle immagini (prima il foto-
gramma sinistro e poi il destro) e del profilo
della fotocamera (certificato di calibrazione)11;
3. collimazione degli angoli delle immagini
rispettando la seguente sequenza: alto-sinistra,
alto-destra, basso-destra e basso-sinistra (lo
scopo di questa operazione, che prende il nome
di orientamento inferno, h la determinazione per
ciascuna immagine della posizione del centro di
proiezione, owero dell'obiettivo della fotoca-
mera)12;
4. collimazione sulle due immagini di dieci
punti omologhi distribuiti a segnare ciascun
9 «In fotogrammetria l'asse z e convenzionalmente
rivotro verso l'osservatores (Bianchini 2001, p. 132,
nota 5). In funzione di questa convenzione e necessa-
rio motare il sistema di coordinate topografiche in
modo che l'asse z, diretto verso 1'alto, sia rivolto verso
l'osservatore quindi nella direzione dell'asse y.
Operativamente e stato modificato il file di cootdi-
nate nel seguente modo: la colonna delle y diventa z
con segno meno, mentre la colonna delle z diventa y.
10 Per il trattamento informatico dei dari con RFD
Evolution cfr. Geopro 2004.
11 Per il certificato di calibrazione cfr. nota 8 del pre-
sente contributo.
12 Per conttollare la qualitl delle collimazioni effettua-
te si seleziona dal menu ad albero la voce Immagini e
si osserva il valore riportato nella colonna s.q.m. mid
int. «In generale e infatti possibile ottenere orienta-
menti inremi con un errore dell'ordine di 0.005;
valori decisamente phi elevati sono sintomo di una
non perfetta collimazione* (Geopro 2004, p. 20).
Julian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanfini
Fig. 1. Ravenna. Ex chiesa di S. Nicold.
Prese stereoscopiche. Posizione dei 14 punti omologhi, 4 dei quali di coordinate note (punti di colore bianco).
salto di quota significative) e ai margini dell'area
di copertura stereoscopica (lo scopo di questa
operazione, che prende il nome di orientamento
relativo, e la determinazione deiia posizione di
una immagine rispetto all'altra presa come rife-
rimento);
5. collimazione sulle due immagini dei quat-
tro punti omologhi e attribuzione delle coordi-
nate di posizione spaziale precedentemente rile-
vate (lo scopo di questa operazione, che prende
il nome di orientamento assoluto, e la determina-
zione dell'orientamento spaziale e delle dimen-
sioni del modello stereoscopico) (fig. I)13.
Per controllare la qualita metrica del model-
lo stereoscopico si sono osservati i valori ripor-
tati nella colonna X (resid), Y (resid), Z (resid),
visualizzabile selezionando dal menu ad albero
la voce Modelli, modello 1_1 e Punti di
Passaggio. I valori si riferiscono alia differenza
di posizione che esiste tra i punti misurati sulla
superficie architettonica e i corrispondenti nel
modello stereoscopico (fig. 2).
Restituzione grafica (terzafase)
Tramite l'ausilio di occhiali stereoscopic! a
cristalli liquidi e stato possibile percepire la
profondita spaziale e il rilievo di tutti gli de-
menti che compongono la porta medievale.
Direttamente nello spazio tridimensional del
modello si sono effettuate misurazioni (lineari e
lj «Prima di poter eseguire il calcolo dell'orientamento
assoluto e necessario rieseguire il calcolo dell'orienta-
mento relativo» (Geopro 2004, p. 31).
ID punto X (residuo) Y (residuo) Z (residuo)
144 0.0033 0.0036 -0.0171
145 -0.0022 -0.0001 0.0169
153 -0.0040 -0.0029 -0.0012
105 0.0029 -0.0005 0.0014
Fig. 2. Residui, espressi in metri, tra la posizione dei punti
rikvati sulla superficie architettonica e la low posizione nel
modello.
areali), elaborati profili di sezione e disegnati i
perimetri delle unita stratigrafiche e dei singo-
li elementi costitutivi la muratura14. Le linee
(entita geometriche monodimensionali) e i
poligoni (entita geometriche bidimensionali)
che "appoggiati" neU'immagine virtuale secon-
do l'andamento della superficie architettonica
conservano la loro posizione spaziale 3D, sono
stati infine visuaiizzati nell'ambiente di tipo
CAD presente nel programma. II lavoro di
restituzione grafica del rilievo si e concluso con
la preparazione del layout per la stampa su sup-
porto cartaceo tramite il programma ESRI
ArcGIS (figg. 3, 4), strumento che — attraverso
il collegamento con la scheda di archiviazione
veloce (Fiorini 2005, p. 204, fig. 11) — ha per-
La restituzione grafica del modello stereoscopico si
realizza creando un Progetto di Restituzione (coman-
do File/Gestione restituzione) nel quale vengono
memorizzate tutte le entita geometriche disegnate
(es.: punti, linee e poligoni).
29
Ocnus 15, 2007
messo di ottenere in tempi brevi una distinta re 4 e 5 e possibile notare alcune lacune (arapie
caratterizzazione grafica delle unita per appar- zone bianche) dove la restituzione e discontinue
tenenza alia fase costruttiva (fig. 5). Nelle figu- e incompleta. Tali zone corrispondono alle aree
Fig. 3. Ravenna. Ex chksa di S. Nkolo. Restituzione del rilie- Fig. 4. Ravenna. Ex chiesa di S. Nicolb. Restituzione del rilie-
vo fotogrammetrico stereoscopico della porta medievale (A. vo fotogrammetrico stereoscopico della porta medievale.
Fiorini, 2005). Assonometria (A. Fiorini, 2005).
* ■*■ % f ***** ^*\. V
RAVENNA. EX CHIESA Df S. NICDLil. PORTS MEDIEVALE. LATO EST ElDDTIPD STRATIGRAFl□ □ 3 □ 20Q5. ARCHEDLDGIA DELL'ARCHITETTURA individuazidne delle fasi edilizie
ftg. 5. Ravenna. Ex chiesa di S, Nicolb, Restituzione del rilievo fotogrammetrico stereoscopico visualizzato in ambiente GIS.
Registrazione grafica dello svolgimento geometrico dei perimetri di US nello spazio tridimensional.
30
Julian
Bogdani, Andrea Fiorini Mirhvia q-i ■ ■ e- ■
<s njiuu, micnele bilam, Massimo Zanftni
Fig. 6. C/asse (RA), podere Chiavkhetta. Superfirie di scavo. Prese stereoscopkhe.
della superficie architettonica non coperte dalla
registrazione fotografica e saranno eliminate
con prese supplementari o ricorrendo ad altre
tecniche di rilievo.
(A.E)
Rilievo fotogrammetrico stereoscopico di una
superficie di scavo net sito archeologico di
Classe (RA), podere Chiavichetta (Area I,
Settore 4000, zona sud-est)15
Acquisizione dei dati di rilievo metrici efoto-
grafici (prima fuse)
Neila giornata di giovedl 29 settembre
2005 si sono realizzate nell'area attualmente
soggetta a scavo del sito di Classe due battute
di riprese fotografiche da asta. Per potere effet-
tuare l'orientamento relativo ed assoluto in
modo metricamente corretto sono stati battuti
con la stazione totale 27 punti di appoggio col-
legati alia poligonale di riferimento del sito e
materializzati sul rerreno da tappi di plastica.
La fotocamera digitale e stata fissata su un'asta
estensibile fino a tre metri e mezzo per poter
riprendere scatti zenitali deil'area da indaga-
re16. Calcolando uno spostamento orizzontale
tra uno scatto e l'altro all'incirca di un quarto
dell'altezza alia quale veniva sospesa la macchi-
na (condizione questa necessaria per una corret-
ta visione stereoscopica) si e proceduto alia
ripresa di alcune coppie stereoscopiche. Per la
successiva fase di eiaborazione con RJFD
Evolution sono state scelte le coppie ritenute
migliori: alcune sono state scartate perche non
inquadravano 1'intera area in esame (fondamen-
tale sarebbe quindi stata la possibility di verifi-
care in tempo reaie l'inquadratura della mac-
china tramite un collegamento video a terra)
altre perche le singole fotografle erano troppo
ruotate l'una rispetto all'altra (fig. 6).
(m.z.)
Eiaborazione informatica dei dati di rilievo
(secondafase) e restituzione grafica (terzafase)
II rilievo stereofotogrammetrico e stato spe-
rimentato per verificare la possibility di offrire
ai protocolli operativi di modellazione volume-
trica di strati archeologici dati metrici di superfi-
cie moito piu precisi e dettagliati rispetto a
quelli acquisiti con i tradizionali strumenti
topografici o ai costosi laser scanner 3D17. Gia
da alcuni anni e difatti fortemente radicata nel
dibattito scientifico la necessita di approfondi-
re la ricerca verso soluzioni di rilievo dettaglia-
to delle US e dei reperti ma anche verso sistemi
Si desidera ringtaziare Paolo Martinelli, Simone
Corli e Mila Bondi per lo scambio di idee e il sup-
porto nelle attivita. di rilievo stereofotogrammetrico.
La fotocamera digitale e una Nikon Coolpix e5000.
Per le sue caratteristiche tecniche cfr. il precedente
caso di studio.
Pet i metodi di rilievo e restituzione grafica della
componente volumetrica degli strati del deposito
archeologico cfr. Nigro et alii 2002; Barcelo 2002;
Barcelo et alii 2003; Barcelo, Vicente 2004; Cattani
etalii 2004.
31
Ocnus 15, 2007
ID punto X (residuo) Y (residuo) Z (residuo)
28 0.0003 -0.0064 0,0063
15 -0.0107 0.0038 0.0190
22 -0.0054 -0.0005 -0.0041
9 -0.0035 -0.0042 0.0179
Fig. 7. Residui tra la posizione dei punti misurata sulla super-
fide di scavo e la loro posizione nel modello.
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31
Fig. 8. Classe (RA), podere Cbiavkhetta. In alto a destra, i
punti restituiti in automatico dal programma; in alto a sini-
stra, una vista prospettica. In basso a sinistra, I'insieme dei
triangoli che descrwono in forma schematics I'andamento gene-
rale della superficie di scavo; in basso a destra, un dettaglio
della superficie hiteressata dalla presenza di una buca,
di informatizzazione dei dati di scavo attraver-
so l'impiego di GIS18.
Costruito il modello stereoscopico e stato
possibile valutarne la qualita metrica attraverso
l'osservazione dei residui espressi in metri tra le
coordinate spaziali dei punti rilevati sulla
superficie di scavo e la loro posizione nel
modello (fig. 7). Per ricostruire I'andamento
18 Per i'informatizzazione dei dati di scavo atttaverso
l'uso dei sistemi informativi geografici eft. Candelato
etalii 2002; Cattani 2003; Valenti, Natdini 2004.
della superficie del terreno il programma misu-
ra il valore di elevazione z di un set finito di
punti. Sono stati quindi selezionati una serie
numerosa di punti atti a definire il perimetro
dell'area entro cui effettuare il calcolo automa-
tico del valore di elevazione. I criteri seguiti per
la scelta dei punti da rilevare sono i seguenti:
punti lungo la discontinuity e punti angolosi
principals II risultato e una distribuzione di
3866 punti, regolarmente spaziati fra di loro a
cm 5 di distanza, atti a descrivere, per una
estensione di 8,94 mq, I'andamento generale di
una porzione di superficie compresa
nell'area di copertura stereoscopica.
Per modellare le buche e altre zone
si sono invece effettuate misurazio-
ni manuali organizzate su griglia
pseudo-regolare con riduzione del
passo (fino a circa 1 cm) proporzio-
nale all'aumentare del grado di cur-
vatura locale della superficie. II
50% ca. dei punti restituiti in auto-
matico dal programma presentava-
no una posizione anomala (poi rical-
colata manualmente in 16 ore di
lavoro) imputabile, presumibil-
I mente, all'impiego di fotogrammi
non idonei alia costruzione di
modelli ottid tridimensional!19. I
punti sono stati in seguito impiega-
| ti come vertici di poligoni triango-
I lari che descrivono in forma sche-
_| matica I'andamento generale della
superficie di scavo (fig. 8). II proce-
dimento di creazione dei triangoli e
automatico e ha permesso di sotto-
porre i fotogrammi a operazioni di
raddrizzamento differenziale per
ottenere una immagine fotografica
priva di ogni deformazione prospettica (ortofo-
to) e pertanto analizzabile in tutto il suo conte-
nuto qualitative e metrico. L'immagine e stata
Osservando le prese stereoscopiche si notano le
seguenti condizioni svantaggiose: 1. g[i assi di presa
non sono ortogonali alia base di presa; 2. Ie distanze
tra la supetficie di scavo e i due punti di presa non
sono uguali; 3. le prese sono Jeggermente ruotate l'una
rispetto all'altra. Tutti questi pcoblemi avevano d'altra
parte determinato, con ogni probabilita, una visione
stereoscopica confusa specialmente in alcune zone.
32
Julian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanfini
0 0,6 1 1.6 2 2,5 3M
Fig. 9- Classe (RA), podere Chiavkhetta. Ortofoto della super-
ficie di scavo.
Fig. 11. Classe (RA), podere Chiavkhetta.
infine salvata nel formato GeoTiff e corredata
della scala grafica cramite il programma ESRI
ArcGIS (fig. 9). Vicino alle buche e nell'area in
alto a destra e possibile notare alcune zone dove
la restituzione fotografica e distorta, "stirata".
Tali zone corrispondono alle aree della superficie
di scavo che non compaiono nelle immagini
fotografiche e potranno essere sostituite con i
dati provenienti da prese supplementari. La col-
lezione di triangoli e stata importata nel GIS,
convertita in entita TIN, visualizzata in ambien-
Fig. 10. Classe (RA), podere Chiavkhetta. Superficie di scavo.
Restituzione del rilievo fotogrammetrko stereoscopko visualiz-
zata in ambknte GIS.
Profilo di sezione n. 1
Sezioni realizzate con I'ausilio di ArcGIS.
te tridimensionale e "vestita" con l'ortofoto (fig.
10)20. Grazie agli appositi strumenti del GIS si
sono infine prodotti alcuni elaborati grafici indi-
spensabili nella ricerca archeologica, come le
sezioni (fig. 11) e le curve di livello (fig. 12).
(A.E)
20 Con l'acronimo TIN (Triangulated Irregular Network)
si intende «an object to represent a surface with a set
of contiguous non overlapping triangles* (ArcGIS
White Paper 2002).
33
Ocmis 15, 2007
Dm
Fig. 12. Le curve di livello (intervallo di 1 centimetro).
Rilievo Fotogrammetrico Stereoscopico: i casi
di Acquaviva Picena (Ascoli Piceno) e
Castelleone di Snasa (Ancona)21
Parallelamente alle esperienze di S. Nicolo
(RA) e di Classe (RA) la sperimentazione del
software RFD Evolution, ver. 200, della dirta
GEOTOP (Ancona), e stata sviluppaca nell'am-
bito delle attivita della campagna 2005 presso
la Fortezza di Acquaviva Picena e sullo scavo
archeologico della citta romana di Suasa.
Per quanto riguarda l'esperienza acquaviva-
na si e deciso di utilizzare il software RFD per
restituire tridimensionalmente la facciata inter-
na della torre sud della Fortezza, dove la pre-
senza di una feritoia creava una rientranza.
Ii corredo hardware utilizzato era composto
da fotocamera digitale Nikon CooiPix 5400,
PC Toshiba Satellite P10-792, OS XP Home
Entxambe le esperienze sono state effettuate nell'am-
bito del Laboratorio di rilievo di strutture archeolo-
giche, coordinato dal dott. Enrico Giorgi. Per un
resoconto esteso dell'esperienza di Acquaviva Picena
si veda Altini et alii 2005.
Ed., monitor esterno Sony Trinitron
Mulciscan E220 e corredo per la visione
stereoscopica NuVision 60GX-NSR con
occhiali attivi. Per la misurazione dei
punti di controllo sul campo e stata uti-
lizzata una stazione totale TopCon
GPT2900, senza prisma, per ottenere la
massima precisione.
Le riprese fotografiche (fig. 13) sono
state realizzate con l'aiuto di un normale
treppiede a uso fotografico, cercando di
riprodurre il piii precisamente possibile
le condizioni ottimali per la ripresa ste-
reofotogrammetrica: le due riprese neces-
sarie sono state realizzate ai due estremi
di un segmento virtuale parallelo all'og-
getto della ripresa (la trilaterazione dei
punti e stata realizzata con una normale
cordella metrica). La lunghezza di questo
segmento e stata infatti fatta corrispon-
dere a 1/4 ca. della distanza camera-
oggetto. Si e inflne cercato di mantenere
un angolo retto tra l'asse ottico della
camera e il segmento virtuale. Per ridur-
re al minimo i problemi durante la ste-
reovisione, le riprese fotografiche sono state rea-
lizzate con la fotocamera tenuta in posizione
orizzontale attraverso una bolla da filo22.
Non avendo a disposizione una camera
metrica o semimetrica sono stati creati dei pro-
fili di calibrazione all'interno del software, uti-
iizzando le dimensioni reali del CCD (desunti
dal libretto di istruzioni della fotocamera) non-
che la distanza focale per ogni scatto2j.
22 Tutte queste misurazioni sono state realizzate in
modo empirico e cio principalmente per un motivo:
abbiamo scelto di testare il procedimento in condi-
zioni operative "medie", che non fossero cioe quelle
otrimali richieste dalla stereofotogrammerria, in
quanto solo difficilmente realizzabili in altri cantieri
archeologici, e nello stesso tempo non del mtto arbi-
trarie. Le condizioni da noi create sono facilmente
riproducibili nella maggior parte dei cantieri archeo-
logici non solo universitari, ma anche di emergenza.
Inokre, con un invesrimento minimo, e nella pro-
spettiva dell'utilizzo quotidiano di tale procedimen-
to queste condizioni sono facilmente migliorabili,
con l'utilizzo, per esempio, di un'asta estendibile, aile
cui estremita fissare le fotocamere in modo che le loro
assi focali siano forzatamente parallele.
23 La distanza focale puo essere variabile per ciascuno
scatro, ma e consigliabile utilizzare una unica per
enrrambe le riprese, in quanto per ciascuna distanza
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Julian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanfini
II fine di questa esperienza era di ottenere un
raodello vettoriale e di creare un'ortofoto24. II
vantaggio rispetto alia fotogrammetria bidi-
mensionale comunemente utilizzata nei nosrri
cantieri consiste nel fatto che si possono ottene-
re ortofoto corrette anche di superfici non
piane, in quanto la nuvola di punti (DEM), base
di partenza di RFD per la creazione dell'ortofo-
to, permette di proiettare correttamente su un
piano bidimensionale i pixel immagine che
nella realta insistono su quote diverse25.
La restituzione vettoriale puo awenire in
modalita manuale (il restitutore disegna sul
modello stereoscopico per mezzo di un CAD
interno al software, movendosi su 3 dimensio-
ni) e in questo caso si puo ottenere un modello
wireframe esportabile in comodi formati di
interscambio come il DXF, o in modalita semi-
automat ica (come nel presente caso), per cui il
programma e in grado di generare DEM entro
delimitazioni definiti dall'utente e con filtri
interni per l'attendibilita e la qualita dei punti
generati (fig. 14). Da qui e possibile avere una
resa a triangoli delle superfici (TIN) (fig. 15) o
anche creare curve di livello. Anche in questa
modalita l'esportazione in formato DXF per-
mette l'elaborazione dei modelli con qualsiasi
altro software di grafica vettoriale.
Nel progetto acquavivano si sono riscontrati
alcuni Hmiti, i quali si possono osservare nel-
l'ortofoto delta fig. 16, dove gli errori nella
focale e necessario creare un distinto profilo di cali-
brazione. L'unico problema in questo caso e conosce-
re la precisa distanza focale, in quanto non tutte le
camere digital] la visualizzano. In casi simili risulta-
no utili software complementari che leggono i meta-
data dei file immagine, nei quali e riportata anche la
distanza focale (e stato utilizzato in concreto ACDSee
v. 7.0 dell'ACD Systems Ltd.).
24 Le ortofoto sono esportabili dal programma in diver-
si formati, secondo le necessita. Molto utile e risulta-
ta la possibilita di ottenere immagini Tiff geo-refe-
renziate (in base alle coordinate dei punti di control-
io, che sarebbe meglio rappresentassero coordinate
ceali, in modo da evitare ulteriori passaggi nell'im-
portazione delle ortofoto in piattaforme GIS).
25 Questo risulta fondamentale in casi di superfici
mosse o situazioni di crollo, dove molto difficilmen-
te la fotogrammetria piana riesce a restituire un
risukato metricamente corretto, per non parlate delle
difficolta pratiche che si hanno anche nello stesso
posizionamento dei punti di controllo, che devono
avere quote molto simili.
generazione del DEM si rispecchiano nella crea-
zione delle ortofoto.
Nel caso specifico si possono distinguere due
dpi di distorsioni. II primo riguarda l'area peri-
ferica del primo piano, quello piu vicino alia
camera: la distorsione in questo caso e dovuta a
un semplice "errore" nella gestione delia resti-
tuzione, e piu precisamente nella creazione dei
triangoli (indispensabili alia creazione dell'orto-
foto). Questo tipo di distorsione e facilmente
eliminabile sistemando in modo manuale t limi-
ti esterni delle aree interessate e aggiustando i
collegamenti dei triangoli nelle aree periferiche.
II secondo tipo di distorsione riguarda il
secondo piano dell'immagine, quello piu lonta-
no dalla camera. Qui il problema e emerso gia
in fase di orientamento relativo, dal momento
che il software fatica a restituire una corretta
visione stereoscopica del modello in varie sue
aree. L'inserimento di ulteriori punti di passag-
gio nelle aree disturbate non migliora la visua-
Hzzazione, in quanto i residui del calcolo sono
troppo elevati. Ci si trova, dunque davanti ad
un "limite" reale di applicazione del software.
li stato osservato, durante questa esperienza,
come questo limite si presentasse sempre piu
evidente nei cast di grande profondita dell'og-
getto da rilevare. Viene stabilito, quindi, un
rapporto diretto tra distanza camera-oggetto e
profondita dell'oggetto. Maggiore e questo
coefficient^ migliori sono i risultati.
Naturalmente questo problema non si pone con
la stereofotogrammetria aerea, poiche per quan-
to siano grandi i dislivelli del terreno, la distan-
za camera-oggetto e ampiamente maggiore, e il
coefBciente rimane sempre alto. II problema e
trascurabile anche per quanto riguarda il rilievo
di ampie superfici architettoniche, per le quali
questo coefficiente e comunque consistent^.
Nel nostro caso, le piccole dimension! della
torre non permettono di avere una distanza
camera-oggetto sufficientemente ampia da
avere una corretta visione stereoscopica e quin-
di un DEM metricamente corretto, e conse-
guentemente una corretta ortofoto.
I modi di owiare sono sostanzialmente due:
allontanarsi ulteriormente dall'oggetto, in
modo da accrescere in modo consistente la
distanza camera-oggetto, oppure duplicare
i'oggetto e quindi il progetto di lavoro. In
poche parole considerare progetti divisi i diver-
35
Ocnus 15, 2007
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]ulian Bogdani, Andrea Fiorini, Michele SUani, Massimo Zanfini
si piani di profondita. Tutti e due i procedi-
menti presentano notevoli problemi legati alia
possibilita di' effettuare diverse riprese nel
campo oppure nella notevole complicazione dei
process! di elaborazione.
A seguito dell'esperienza effettuata ad
Acquaviva Picena nel mese di maggio 2005 il
programma RFD Evolution per il rilievo stereo-
forogrammetrico e stato sperimentato nuova-
mente nel cantiere della citta romana di Suasa,
nel comune di Castelleone di Suasa (AN),
durante i mesi di giugno-luglio 2005.
In questo caso sono state rilevate superfici
orizzontali caratterizzate da un andamento
mosso, diversamente dal caso acquavivano, dove
si e lavorato su un elevato. L'obiettivo del pro-
getto era quello di realizzazione l'ortofoto di un
crollo di intonaci e di un mosaico della domus
dei Coiedii attraverso procedimenti stereofoto-
grammetrici e valutare il grado di efficienza di
questo strumento in un normale cantiere
archeoiogico26. II corredo della strumentazione
utilizzata e stato lo stesso del caso di Acquaviva
Picena esposto precedentemente.
Nel caso di Suasa si sono ottenuti risultati
migliori rispetto ad Acquaviva, dove le distor-
sioni dell'ortofoto ottenute erano troppo evi-
dent!. Gia nella stessa fase di acquisizione delle
immagini sul campo e stata prestata una mag-
giore attenzione, in modo tale da ottenere
immagini il piu corrette possibili per le esigen-
ze del programma (figg. 17-18). E necessario
aggiungere che le condizioni di ripresa consen-
tivano un visibile miglioramento della qualita
della ripresa27.
Le due situazioni presentano caratteristiche diverse.
Nel caso del crollo si ha una superficie molco mossa e
inclinata (dal muro deE vano verso il suo centro). In
questo caso sono piu che evidenti i limiti della foro-
gtammetria piana, che non h in nessun modo utilizza-
bile, come anche il rilievo diretto cradizionale, che
risulta molto difficile e con un alro grado di impreci-
sione. Proprio per questo motivo il presente caso e
stato scelto come oggetto della sperimentazione. Per
quanto riguarda la superficie musiva, essa ha subito il
cedimento del pavimento, creando dei morbidi disli-
veili (di anche piu di una decina di cm). II rilievo foto-
grammetrico monocamera non aveva dato esiti piena-
mente soddisfacenti, e si e voluto, con la sperimenta-
zione di RFD mettete a confronco i due strumenti.
In primo luogo c'era lo spazio necessario per rispet-
In seguito all'acquisizione dei dati fotogra-
fici e metrici sul campo si e passati alia fase di
elaborazione, che non ha previsto sostanziali
differenze rispetto alle esperienze finora
descritte.
Va tuttavia sottolineato come, al fine di rag-
giungere un tale risultato, si sia dovuco raffinare
manualmente il modello DEM automaticamen-
te generato entro l'area stabilita, cancellando i
punti i cui valori erano visibilmente errati (fig.
19). Questa e una fase molto delicata del lavoro
in quanto si procede in modo "empirico" e la
perdita di troppe informazioni (troppi punti
cancellati formano un'area "bianca", senza
informazioni, nell'ortofoco) puo sensibilmente
alterare il dato reale. II risultato finale, anche in
questo caso, e stata la creazione di un'ortofoto
(fig. 20), in formato GeoTiff. Bisogna poi con-
siderare come l'area prescelta in questo caso sia
di relativamente piccole dimension! e come le
differenze di quote tra i vari piani non siano for-
temente accentuate, a differenza dell'esempio
acquavivano.
Queste osservazioni assumono un valore
maggiore in considerazione del secondo proget-
to, quello del mosaico, dove si puo affermare che
e stato ottenuto un risultato pienamente soddi-
sfacente. La maggiore regolarita delle superfici,
la minore differenza di quote e il piu morbido
passaggio da punti altimetrkamente piu aid ad
altri piu bassi ha fatto si che il risultato finale
risultasse ottimale (fig. 21). Anche in questo
caso pero, la fase di creazione del DEM ha
richiesto una certa quantita di tempo prima che
i risultati fossero soddisfacenti (fig. 22).
Per quanto riguarda il caso di Suasa, in
seguito alia sperimentazione del software RFD,
i risultati prodotti sono stati importati in
ambiente GIS per verificare la qualita degli
stessi e al fine di conferire alia restituzione tri-
dimensionale un valore aggiuntivo.
Le restituzioni virtuali e le ortofoto prodot-
te hanno costituito la base di partenza per la
creazione di future banche dati; nello specifico,
il primo passo e stato quello di corredare l'orto-
tare i rapporti ottimali tra le varie distanze (quella tra
le due basi di ripresa e quella camera-oggetto); secon-
do, ma non meno importante, l'area interessata era di
estensione di gran lunga minore, elemento che per-
mette una netta facilitazione della ripresa.
37
Ocnus 15, 2007
Fig. 17. Castelleone di Suasa. Antka citta romana di Suasa. Doraus del Coiedii. Crollo di intonaci. Prese stereoscopkbe.
Fig. 19- Castelleone di Suasa. Antka citta romana di Suasa. Domus dei Coiedii.
Crollo di intonaci. DEM: nuvola dei punti generata in modalita semi-automatzca e resa a triangoli delle superfki (TIN).
Fig. 20. Castelleone di Suasa. Antka citta romana di Suasa. Domus dei Coiedii. Crollo di intonaci Ortofoto.
38
Julian Bogdani, Andrea Fiortni, Michele SHani, Massimo Zanfini
Ocnus 15, 2007
0 i 2M
Fig, 23. Castelleone di Suasa. Antica citta romana di Suasa. Fig. 24. Castelleone di Suasa. Antica citta romana di Suasa.
Domus del Coiedii. Crollo di intonaci. Ortofoto visualizzata Domus dei Coiedii. Crollo di intonaci. Meshing dell'ortofo-
m ambknte GIS e corredata di sca/a metrica. to sul modello TIN visualizzato in ambiente GIS.
Fig. 26. Castelleone di Suasa. Antica citta romana di Suasa.
Domus dei Coiedii. Crollo di intonaci. Grafici delle sezioni
realizzate con ArcGis 9.0.
40
Julia.
Fig. 27. Castelleom di Suasa. Antica citta romana di Suasa.
Domus dei Coiedii. Mosaico pavimentah. Fasi di creazione
del modello TIN.
foto del crollo di intonaci di una scala mecrica
(fig. 23) e successivamente di procedere al mes-
hing della stessa sul modello dei triangoli crea-
co con iJ software RFD, trasformato in ambien-
te GIS in modello TIN (Tringulated Irregular
Network) (fig. 24). In seguito sono state effet-
tuate analisi spaziali quali la creazione di curve
di livello (fig. 25) e sono staci elaborati i grafi-
ci delle sezioni (fig. 26).
Le restituzioni tridimensional ottenute per
il. mosaico della domus dei Coiedii sono state
visualizzate anch'esse in ambiente GIS e utiliz-
zate soprattutto dal punto di vista didattico per
la visualizzazione delle varie fasi di creazione
del modello TIN (fig. 27) e del meshing dell'or-
tofoto sul modeiio stesso (fig. 28).
(J.B., M.S.)
Conclusioni
II limite maggiore di RFD Evolution consiste
nella grande rigidita per quanto riguarda l'ac-
quisizione dei dati: le fotografie devono soddi-
sfare tutta una serie di parametri che rendono
difficoltosa e laboriosa la ripresa. Soprattutto in
Bogdani, Andrea Fiorini, Michele Silani, Massimo Zanfini
Fig. 28. Castelleom di Suasa. Antica citta romana di Suasa.
Domus dei Coiedii. Mosaico pavimentah. Fasi di meshing
dell'ortofoto sul modello TIN.
una situazione di cantiere di scavo spesso non e
fisicamente possibile soddisfare tutte le esigen-
ze richieste per la ripresa ottimizzata alia visio-
ne stereoscopica: non sempre si possono effet-
tuare scatti dalla posizione migliore, questo per
la presenza di trincee o muri o di tutti i possi-
bili ostacoli che si possono trovare su un can-
tiere archeologico. La foto da asta pone poi il
problema difficilmente risolvibile, se non
attraverso l'uso di binari, della rocazione relati-
va tra uno scatto e l'altro; basta infatti una leg-
gera rotazione della fotocamera per rendere
molto difficile la visione stereoscopica28.
Piu semplice e la gestione della ripresa nel
caso di murature o di facciate architettoniche,
poiche spesso si ha a disposizione un maggiore
spazio di manovra, si puo cioe pianificare e con-
trollare con maggiore accuratezza la fase di
ripresa. Sul cantiere e quindi di difficile uriliz-
zo un programma di quesco tipo, mentre rivela
tutta la sua potenzialita sul rilievo di superfici
28 Un sistema per I'acquisizione sul campo di prese
fotogrammetriche compare in Antonanzas et alii
2003, p. 15.
41
Ocnus 15, 2007
architettoniche verticali. Quando adottare allo-
ra la metodologia stereofotogrammetrica digita-
le? Quando la carattefizzazione plascica tridi-
mensionale del manufatti architettonici non
appare riconducibile alia bidimensionalita e si
vuole documentare la distribuzione nelle tre
dimension! dei caratteri stratigrafici, metrici e
formali dell'oggetto. La restituzione grafica che
si estrae dal modello stereoscopico e pero spesso
incompleta e quindi necessariamente da inte-
grate con i dati provenienti da prese supple-
mentari o ricorrendo ad altre tecniche di rilievo.
Certamente ia sperimentazione finora con-
dotta non e esaustiva delle possibili situazioni
di utilizzo, ma e secondo noi bastevole a deli-
neate limiti e pregi dello strumento in esame.
L'esperienza sul campo permettera. di chiarire i
casi in cui 1'utiHzzo di RFD e complementare a
quello di altri programmi (es.: PhotoModeler o
ImageModeler, dedicati alia fotomodeliazione)
oppure in cui e preferibile un software piutto-
sto che l'altro. In conclusione, da una prima let-
tura dei risultati della sperimentazione di RFD
emergono i seguenti dati: 1. la sua difflcolta
d'impiego sul cantiere di scavo; 2. la sua effica-
cia nella documentazione di strutture conserva-
te in elevato o di altri casi particolari.
(J.B., A.F.,M.S.,M.Z.)
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